Intesa Sanpaolo: firmato l’accordo per l’acquisizione del controllo di Banca Monte Parma

Intesa Sanpaolo ha firmato oggi l’accordo con Fondazione Monte di Parma per l’acquisizione di una quota di maggioranza del capitale sociale di Banca Monte Parma.
L’accordo prevede che il Gruppo Intesa Sanpaolo acquisisca da Fondazione Monte di Parma il 51% del capitale sociale di Banca Monte Parma al prezzo di 159 milioni di euro e sottoscriva per pari quota un aumento di capitale di Banca Monte Parma di 75 milioni di euro da attuarsi mediante emissione di azioni ordinarie al valore di patrimonio netto contabile per azione, riservato in sottoscrizione ai soci.
Inoltre, in base a tale accordo, nell’ipotesi in cui gli altri soci che hanno stipulato assieme a Fondazione Monte di Parma il patto parasociale esistente (i “Pattisti”, detentori collettivamente del 28% del capitale sociale di Banca Monte Parma) esercitino il diritto loro spettante in forza del patto stesso, il Gruppo Intesa Sanpaolo è disponibile ad acquistare le azioni dei Pattisti alle condizioni previste dal patto – con un investimento complessivo massimo, per l’acquisizione del 79% del capitale sociale di Banca Monte Parma, pari a circa 230 milioni di euro – e, nel caso, a sottoscrivere la corrispondente quota del predetto aumento di capitale. Il Gruppo Intesa Sanpaolo si rende disponibile a sottoscrivere eventuali porzioni dell’aumento di capitale rimaste inoptate.
Il perfezionamento dell’operazione è subordinato all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni.
Al 30 giugno 2010, Banca Monte Parma aveva una raccolta diretta pari a circa 2,3 miliardi di euro, una raccolta indiretta pari a circa 2,3 miliardi, impieghi a clientela pari a circa 2,7 miliardi e un patrimonio netto di 156 milioni di euro; nel primo semestre 2010, ha registrato un risultato netto negativo per 13 milioni di euro.
Banca Monte Parma ha una rete di 67 filiali nelle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, dove la quota di mercato del Gruppo Intesa Sanpaolo relativa agli sportelli salirebbe – a seguito del perfezionamento dell’operazione – rispettivamente dal 6% al 19,6%, dal 5,8% al 9,4% e dal 4,8% al 6,9%.
Il perfezionamento dell’operazione si tradurrebbe in un impatto massimo di circa 7 centesimi di punto per il coefficiente patrimoniale Core Tier 1 del Gruppo.
INTESA SANPAOLO LANCIA EMISSIONE BENCHMARK DI OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE
INTESA SANPAOLO LANCIA EMISSIONE BENCHMARK DI OBBLIGAZIONI BANCARIE GARANTITE ASSISTITE DA ATTIVI NEI CONFRONTI DEL SETTORE PUBBLICO A 7 ANNI PER € 2 MILIARDI
Torino, Milano, 15 aprile 2010 – Intesa Sanpaolo ha lanciato oggi un’emissione di Obbligazioni Bancarie Garantite (OBG) per € 2 miliardi destinata all’euromercato.
Si tratta di una OBG a tasso fisso a 7 anni emessa a valere sul Programma di emissione di € 10 miliardi assistito da attivi nei confronti del settore pubblico ceduti da Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo, società interamente controllata.
La cedola, pagabile in via posticipata il 28 aprile di ogni anno a partire dal 28 aprile 2011 fino a scadenza, è pari a 3,25%.
Il prezzo di riofferta è stato fissato in 99,342%.
Tenuto conto del prezzo di riofferta “sotto la pari”, il rendimento a scadenza è 3,357% annuo e lo spread totale per l’investitore è pari al tasso mid swap a 7 anni + 50 punti base.
La data di regolamento è prevista per il 28 aprile 2010.
I tagli minimi dell’emissione sono di € 50 mila e multipli.
Il titolo non è destinato al mercato retail italiano ma a investitori professionali e a intermediari finanziari internazionali e verrà quotato presso la Borsa di Lussemburgo oltre che nel consueto mercato “Over-the-Counter”.
I capofila incaricati della distribuzione del titolo sono Banca IMI, Barclays Capital, Deutsche Bank, Royal Bank of Scotland e Société Générale CIB.
La presente comunicazione non costituisce un’offerta o un invito a sottoscrivere o acquistare titoli. I titoli non sono stati e non saranno registrati ai sensi dell’ United States Securities Act of 1933 (come successivamente modificato) (the “Securities Act”). I titoli non possono essere offerti, venduti o distribuiti negli Stati Uniti o a U.S. persons (come definite nella Regulation S ai sensi del Securities Act) come parte della loro offerta iniziale. I titoli possono essere inizialmente offerti e venduti solo al di fuori degli Stati Uniti sulla base della Regulation S ai sensi del Securities Act e possono essere rivenduti solo in conformità con le leggi applicabili. Copie di questo annuncio non vengono preparate né possono essere distribuite o inoltrate negli Stati Uniti, in Canada, Australia o Giappone.
Questa comunicazione è diffusa e diretta solamente a (i) persone al di fuori del Regno Unito o (ii) persone che sono professionisti finanziari che rientrano nella definizione contenuta nell’Articolo 19(5) del Financial Services and Markets Act 2000 (Financial Promotion) Order 2005 (l’“Order”) e (iii) soggetti “high net worth entities” e altre persone alle quali possa essere legalmente comunicata, che rientrano nell’Articolo 49(2) commi da (a) a (d) dell’Order (tutti questi soggetti sono definiti come “soggetti rilevanti”). Le attività di investimento cui questa comunicazione si riferisce saranno rese disponibili e indirizzate esclusivamente a soggetti rilevanti. I soggetti che non sono soggetti rilevanti non devono considerare, o fare affidamento su, questa comunicazione o alcuno dei suoi contenuti.
Intesa Sanpaolo: emissione eurobond
Intesa Sanpaolo ha lanciato oggi una duplice emissione obbligazionaria
sull’euromercato per un totale di € 2,5 miliardi destinata ai mercati internazionali.
Si tratta di due bond emessi a valere sul Programma Euro Medium Term Notes di Intesa Sanpaolo: il
primo, a tasso variabile a 2 anni, per € 1,5 miliardi ed il secondo, a tasso fisso a 5 anni, per € 1 miliardo.
Per quanto riguarda il titolo a tasso variabile a 2 anni, la cedola trimestrale, pagabile in via posticipata il
19 gennaio, 19 aprile, 19 luglio e 19 ottobre di ogni anno a partire dal 19 aprile 2010 fino a scadenza, è
pari al tasso Euribor a 3 mesi + 30 punti base per anno.
Il prezzo di riofferta è stato fissato in 99,90%.
Tenuto conto del prezzo di riofferta, lo spread totale a scadenza, per l’investitore, è pari al tasso Euribor a
3 mesi + 35 punti base per anno.
Per quanto riguarda, invece, il titolo a tasso fisso a 5 anni, la cedola annuale, pagabile in via posticipata il
19 gennaio di ogni anno a partire dal 19 gennaio 2011 fino a scadenza, è pari a 3,375%.
Il prezzo di riofferta è stato fissato in 99,968%.
Tenuto conto del prezzo di riofferta, il rendimento a scadenza è 3,382% annuo e lo spread totale per
l’investitore è pari al tasso midswap a 5 anni + 65 punti base per anno.
La data di regolamento, per entrambi i titoli, è prevista per il 19 gennaio 2010.
I tagli minimi per entrambe le emissioni sono di Euro 50 mila e multipli.
I titoli non sono destinati al mercato retail italiano ma a investitori professionali e a intermediari finanziari
internazionali, e verranno quotati presso la Borsa di Lussemburgo oltre che nel consueto mercato “Overthe-
Counter”.
I capofila incaricati della distribuzione dei titoli sono Banca IMI, BNP Paribas, Citigroup e HSBC.
I rating assegnati al debito a lungo termine senior di Intesa Sanpaolo sono: Aa2 da Moody’s, AA- da
Standard & Poor’s e AA- da Fitch.
Banca Monte dei Paschi cede 60 filiali al Gruppo Intesa San Paolo
Banca Monte dei Paschi cede 60 filiali al Gruppo Intesa Sanpaolo
Intesa Sanpaolo e Banca Monte dei Paschi di Siena hanno
firmato oggi l’accordo di compravendita relativo alla cessione di 50 filiali di
Banca Monte dei Paschi di
Siena a Banca CR Firenze (Gruppo Intesa Sanpaolo) al prezzo di 200 milioni di euro.
Il perfezionamento dell’operazione è subordinato all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni e alla
preventiva procedura sindacale.
Il complesso delle filiali oggetto della compravendita presenta al 30 settembre 2009 una raccolta diretta
pari a circa 1,3 miliardi di euro, una raccolta indiretta pari a circa 0,8 miliardi e impieghi a clientela pari a
circa 1,5 miliardi.
Le filiali oggetto della compravendita sono state selezionate specificatamente in base alle necessità del
Gruppo Intesa Sanpaolo per completare e ottimizzare la presenza in Toscana, dove la quota di mercato
relativa agli sportelli nelle province interessate salirebbe – a seguito del perfezionamento dell’operazione -
dal 13% al 16%, avvicinando la quota di mercato media nazionale del Gruppo pari al 17%. Banca Monte
dei Paschi di Siena rimane market leader in Toscana con una quota sugli sportelli superiore al 22% ed una
quota sulla raccolta superiore al 25%.
Il perfezionamento dell’operazione si tradurrebbe in un impatto di 8 centesimi di punto per il coefficiente
patrimoniale Core Tier 1 del Gruppo Intesa Sanpaolo e in un beneficio di circa 15 centesimi di punto per
quello di Banca Monte dei Paschi di Siena.
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