Moody’s: banche russe outlook negativo

Le agenzie di rating continuano a tagliare il rating delle banche. Questa volta si tratta delle banche russe e l’agenzia in questione è la Moody’s. quest’ultima ha cambiato il rating da stabile a negativo, sottolineando che anche il sistema bancario russo ha dei problemi. La causa di tutto è la debolezza economica del sistema bancario della nazione, che si unisce alla difficile situazione generale. Ricordiamo che anche la nazione russa è coinvolta nella crisi economica mondiale: il Pil del Paese è sceso a causa di un abbassamento della domanda di idrocarburi a livello mondiale. Questo ha molto influito sull’economia del Paese che ora si trova in un momento molto difficile. Per quel che concerne il sistema bancario, Moody’s prospetta un aumento dei tassi e, quindi, un peso maggiore sulle tasche dei cittadini.
Banche: stanno per arrivare 450 mila clienti forzati

La decisione di rendere indisponibile il pagamento in contanti delle pensioni al di sopra dei mille euro, porterà alle circa 450 mila clienti forzati. Forzati perché questi ultimi saranno costretti ad aprire un conto dove riceveranno la pensione, al di là della loro volontà. Questi pensionati riceveranno a breve una comunicazione dell’Inps con la quale saranno invitati a comunicare entro il mese di febbraio le loro coordinate e come preferiscono riscuotere la pensione che prima ricevevano in contanti. La manovra da poco varata dal Governo Monti prevede, infatti, che le pubbliche amministrazioni devono usare mezzi di pagamento elettronici per erogare quelli che sono pensioni, stipendi e compensi di importo superiore ai 1000 euro. Suddetta decisione rientra nella più ampia lotta al contante, che serve per combattere l’evasione fiscale. Tuttavia, questo comporterà anche mezzo milione di nuovi clienti per le banche e questa potrebbe essere una boccata d’ossigeno.
Banche: prestiti con garanzie statali

Periodo economico duro per l’economia italiana, i titoli in borsa calano, il prezzo oro usato degli italiani finisce in vendita nei negozi delle città, le banche non aiutano le famiglie…loro stessi avvolti da problemi di liquidità. Gli Stati si sono impegnati per dare sostegno alle banche con problemi di liquidità e per questo motivo è stato messo a punto un pacchetto di interventi deciso in sede europea. Le banche con problemi di liquidità stringono anche le condizioni di credito alla clientela e questa è una cosa assolutamente da evitare in un momento così difficile per economia e consumi. In pratica, a causa di suddetti deficit di liquidità, le banche sono portate non solo a concedere meno prestiti ma anche ad alzare i tassi di interesse: questo grava non poco su tutti coloro che richiedono un prestito. Il nostro governo ha varato una serie di misure atte a risolvere la situazione: viene, pertanto, prevista la garanzia dello Stato sulle obbligazioni emesse dalle banche (tanto quelle prive di garanzia che i covered bond). In questo modo si vuole collocare più facilmente i titoli sul mercato e favorire il reperimento delle risorse per le attività. Inoltre si vuole dare alle obbligazioni bancarie il bollino blu dello Stato in modo che si possa accedere ai finanziamenti stanziati dalla Banca Centrale Europea. Quest’ultima, infatti, per concedere dei finanziamenti chiede la garanzia di titoli di buona qualità, ossia quelli pubblici. Ovviamente la Banca d’Italia si riserva di verificare l’adeguatezza del patrimonio e della redditività. Nello specifico, fino al 30 giugno 2012, il ministro dell’Economia potrà dare il timbro di Stato sulle passività delle banche, con scadenza da tre mesi a 5 anni o, dal gennaio 2012, a sette anni per le obbligazioni garantite durante operazioni di cartolarizzazione. Si deve trattare di strumenti solo in euro, non strutturati, a tasso fisso e che non rappresentino un debito non subordinato né nel capitale né negli interessi. Le banche non devono abusare di suddetto aiuto per conseguire indebiti vantaggi.
S&P taglia il rating di 24 banche italiane

Dopo aver già bocciato diverse banche e aver anche tagliato il rating del nostro Stato, la Standard & Poor’s ha deciso di declassarne altre 24.
Tra i tanti ribassi ne sottolineiamo qualcuno: rivisti al ribasso i giudizi su Monte Paschi, la cui valutazione passa da ‘A-’ a ‘BBB+’, Banco Popolare ‘BBB’ da ‘A-’, Ubi (‘A-’ da ‘A’) Popolare Emilia Romagna, tagliata a ‘BBB+’ da ‘A-’, Popolare Milano (‘BBB+’ da ‘A-’), Carige (‘BBB’ da ‘A-’) e Cremem ‘(‘BBB’ da ‘A-’).
La S&P ha anche giustificato la scelta sottolineando che le nuove tensioni sul mercato e le prospettive sempre meno rosee dello scenario che si prefigura per gli istituti di credito, hanno portato a questo risultato. Inoltre, la Standard and Poor’s ha anche sottolineato che, secondo le sue analisi, il settore bancario non vive una crisi transitoria ma ormai ben radicata e di difficile soluzione.
