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	<title>La Banca in Italia</title>
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	<description>Tutto sulla Banca in Italia - Il Magazine che ti informa quotidianamente sul mondo Bancario e Finanziario</description>
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		<title>In Italia continua la crescita dei mancati pagamenti anche nel 2012</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 17:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Euler Hermes Italia]]></category>
		<category><![CDATA[mancati pagamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Report sui Mancati Pagamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il Report sui Mancati Pagamenti è una ricerca trimestrale sugli andamenti dei pagamenti delle imprese italiane. Un’attenta analisi condotta su ogni singola Regione, comprensiva di un approfondimento per i diversi settori merceologici, che ha come base il monitoraggio giornaliero dei pagamenti tratto dalla banca dati Euler Hermes Italia, costituito da circa 450.000 aziende.
Questo rapporto consente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="euler" src="http://www.eulerhermes.it/it/media/eh_logo.jpeg" alt="" width="344" height="344" /></p>
<p>Il <strong>Report sui Mancati Pagamenti </strong>è una ricerca trimestrale sugli andamenti dei pagamenti delle imprese italiane. Un’attenta analisi condotta su ogni singola Regione, comprensiva di un approfondimento per i diversi settori merceologici, che ha come base il monitoraggio giornaliero dei pagamenti tratto dalla banca dati <strong><a title="euler" href="http://www.eulerhermes.it/it/">Euler Hermes Italia</a></strong>, costituito da circa 450.000 aziende.<br />
Questo rapporto consente di analizzare in anticipo il trend del ciclo economico e rappresenta una guida utile per orientarsi nel complesso scenario economico/finanziario che stiamo vivendo. Fotografa inoltre in modo analitico lo stato di salute dei segmenti produttivi fondamentali: elimina il rischio di scelte approssimative e scandisce i tempi della competitività.<br />
I dati del 1° trimestre 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011 hanno fatto registrare sul mercato interno la crescita sia della frequenza (+38%), indicatore del numero dei mancati pagamenti, che della severità (+19%), analisi degli importi medi. Il <strong>mercato Export</strong>, dopo aver tenuto nel 2011, mostra evidenti segnali di deterioramento su entrambi gli indicatori: frequenza (+18%) e severità (+23%).</p>
<p>“I mancati pagamenti in Italia – afferma <strong>Michele Pignotti</strong>, Capo della Regione Paesi Mediterranei, Africa &amp; Middle East di Euler Hermes e Country Manager di <strong>Euler Hermes Italia</strong> –  proseguono il  trend di crescita  anche nel 1° trimestre 2012. Sul mercato interno le variazioni negative più rilevanti riguardano proprio alcuni settori del made in Italy maggiormente colpiti dalla crisi dei consumi come le <strong>calzature o dal rialzo dei prezzi energetici come la carta</strong>. Mostrano difficoltà anche i settori ad alto valore aggiunto come la <strong>siderurgia, la meccanica e l’energi</strong>a, protagonisti della ripresa di fine 2010/inizio 2011, che rischiano di contagiare importanti settori a valle collegati”.</p>
<p>“Dal lato export – prosegue Pignotti – , si evidenzia un peggioramento dei pagamenti soprattutto in termini di importi medi. Ad incidere su quest’ultimo dato, gli incrementi registrati nei settori dell’agroalimentare e l’edilizia verso le economie in difficoltà come <strong>Spagna, Grecia e Portogallo</strong> e della meccanica e siderurgia verso l’<strong>Austria, la Polonia e la Repubblica Slovacca</strong>.<br />
“In un clima di generale incertezza economica, specie in Europa – conclude Pignotti – le imprese italiane hanno la necessità di restare agganciate al treno della crescita dei <strong>BRICS</strong> e delle economie in crescita dell’<strong>Area Med</strong> quali la <strong>Turchia</strong> ed alcuni<strong> Paesi del Nord Africa</strong>, che dopo un anno di tumulti, saranno pronti a ripartire verso una ricostruzione più solida dei principali indicatori economici”.</p>


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		<title>Ubi Banca: utile netto 2011 in crescita</title>
		<link>http://bancamagazine.it/2012/04/01/ubi-banca-utile-netto-2011-in-crescita/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 14:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[banca]]></category>
		<category><![CDATA[ubi banca]]></category>

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in questo momento, quando spesso le persone affidano i loro risparmi a beni rifugio come il valore oro, arrivano i bilanci delle banche italiane. Anche il CdA del Banco di Brescia ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2011 che deve essere sottoposto all&#8217;attenzione dell&#8217;Assemblea del prossimo 5 aprile che vedrà l&#8217;approvazione dello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="ubi banca" src="http://www.prestitotto.it/wp-content/uploads/2011/11/ubi.jpg" alt="" width="300" height="188" /></p>
<p>in questo momento, quando spesso le persone affidano i loro risparmi a beni rifugio come il <a title="valore oro" href="http://prezzoorousato.it/">valore oro</a>, arrivano i bilanci delle banche italiane. Anche il CdA del Banco di Brescia ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2011 che deve essere sottoposto all&#8217;attenzione dell&#8217;Assemblea del prossimo 5 aprile che vedrà l&#8217;approvazione dello stesso. Dai dati emersi si evince che il 2011 si è chiuso in positivo, dato che l&#8217;utile netto è passato da 72 milioni di euro del 2010 a 95 milioni: si parla, quindi, di un +31,9%. Per quel che concerne i proventi operativi, si è avuto un aumento del +1% rispetto al 2010. Gli interessi netti sono stati di 324,4 milioni di euro, quasi esattamente come il precedente anno; le commissioni nette sono aumentate dell&#8217;1,9% su base annua, mentre i proventi netti di gestione sono cresciuti di mezzo punto. La banca in questione si è anche preoccupata di controllare i costi. Per quel che concerne gli oneri operativi, che sono stati pari a 312,8 milioni di euro, si nota che sono diminuiti dell&#8217;1,4% su base annua. Tra questi ci sono: le spese per il personale, che ammontano a 173,7 milioni di euro (+0,5% rispetto al 2010), altre spese amministrative per 128,8 milioni di euro (-3,4%) e ammortamenti per 10,3 milioni di euro (-7,6%). Tutto ciò ha determinato un valore dell&#8217;indice Cost/Income al 57,7%, che significa un calo di un punto e mezzo percentuale in meno rispetto al dato 2010.</p>


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		<title>Bei: boom di erogazioni nel 2011</title>
		<link>http://bancamagazine.it/2012/03/26/bei-boom-di-erogazioni-nel-2011/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 08:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[bei]]></category>
		<category><![CDATA[investimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ormai è accertato: le Pmi e i loro conto correnti online hanno un nuovo alleato a livello europeo. Stiamo parlando della Banca Europea degli Investimenti, ossia la Bei. Questo istituto ha dato nuova linfa al nostro sistema produttivo e per capirlo basta guardare qualche numero. Nel 2011, infatti, sono stati erogati ben 9 miliardi come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="bei" src="http://www.agenzialeasing.com/cgi-bin/allegati/201122210436.jpg" alt="" width="408" height="189" /></p>
<p>Ormai è accertato: le Pmi e i loro <a title="conto correnti online" href="http://www.contocorrentionline.it/">conto correnti online</a> hanno un nuovo alleato a livello europeo. Stiamo parlando della Banca Europea degli Investimenti, ossia la Bei. Questo istituto ha dato nuova linfa al nostro sistema produttivo e per capirlo basta guardare qualche numero. Nel 2011, infatti, sono stati erogati ben 9 miliardi come finanziamento e si tratta di un vero e proprio record. Il nostro Paese si è confermato, in questo modo, il primo beneficiario dei prestiti della Banca. Questo come ben sappiamo è un periodo di grossa difficoltà per le imprese e le famiglie si rifugiano sempre più in beni rifugio come l&#8217;oro approfittando del <a title="prezzo oro" href="http://prezzoorousato.it/">prezzo oro</a> sempre in costante ascesa nei periodi di grossa crisi. Quest&#8217;ultima venne formata nel 1958 e da quel momento ha stanziato per il nostro Paese ben 150 miliardi di euro. Tutti questi dati sono contenuti nel rapporto sulle attività della Bei nel 2011 che è stato presentato a Roma alla presenza del presidente Bei, Werner Hoyer, e Giorgio Napolitano.</p>


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		<title>Prestiti alle famiglie in forte calo</title>
		<link>http://bancamagazine.it/2012/03/09/prestiti-alle-famiglie-in-forte-calo/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 14:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prestiti]]></category>
		<category><![CDATA[affidabilità creditizia]]></category>
		<category><![CDATA[prestiti alle famiglie]]></category>

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		<description><![CDATA[
L’ultimo rapporto della Banca d’Italia sulla concessione di credito nel nostro Paese svela uno scenario sconfortante per le famiglie intenzionate a richiedere un finanziamento.  Mentre le cifre restano su buoni livelli considerando le erogazioni alle imprese, i prestiti alle famiglie si confermano in forte calo nell’ultimo trimestre del 2011, con un drastico -10% rispetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="prestiti famiglie" src="http://www.abcrisparmio.it/network/mutui-prestiti/files/2011/01/ABI-finanziamenti-aumento-famiglie-imprese.jpg" alt="" width="422" height="317" /></p>
<p><span style="color: #000000;">L’ultimo rapporto della Banca d’Italia sulla concessione di credito nel nostro Paese svela uno scenario sconfortante per le famiglie intenzionate a richiedere un finanziamento.  Mentre le cifre restano su buoni livelli considerando le erogazioni alle imprese, i prestiti alle famiglie si confermano in forte calo nell’ultimo trimestre del 2011, con un drastico -10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La stretta delle banche sui prestiti personali è dovuta principalmente alle pessime condizioni economiche generali del mercato italiano, che spingono gli istituti di credito a richiedere garanzie estremamente elevate ai propri clienti. Molto spesso, queste condizioni non possono essere soddisfatte e l’<a href="http://www.prestiti.it/glossario/affidabilita-creditizia">affidabilità creditizia</a> di molte famiglie non è tale da permettere l’accesso a nuova liquidità; ecco perché il momento è così critico per i clienti e anche per gli intermediari del settore, che risentono indirettamente dell’inasprimento dei requisiti applicato in questi mesi dalle banche.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le prospettive per il 2012 insomma sono tutt’altro che serene, visto anche l’innalzamento dei tassi che ha caratterizzato l’ultima parte dello scorso anno. I tassi d’interesse applicati alle consistenze dei finanziamenti sono tornati mediamente al 4,04%, cifra toccata l’ultima volta ad aprile 2009. A gennaio 2012 il numero medio per le famiglie ha raggiunto il 4,51%, una soglia piuttosto preoccupante che induce la Banca d’Italia a prevedere un ulteriore calo nelle erogazioni di prestiti personali alle famiglie in questa prima parte dell’anno.</span></p>


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		<title>Tutte le novità del decreto legge liberalizzazioni per mutui e assicurazioni</title>
		<link>http://bancamagazine.it/2012/02/28/tutte-le-novita-del-decreto-legge-liberalizzazioni-per-mutui-e-assicurazioni/</link>
		<comments>http://bancamagazine.it/2012/02/28/tutte-le-novita-del-decreto-legge-liberalizzazioni-per-mutui-e-assicurazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2012 09:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assicurazioni]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazione mutui]]></category>
		<category><![CDATA[liberalizzazioni assicurazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il decreto legge sulle liberalizzazioni votato dal governo Monti ha portato non poche novità in vari settori, tra cui quello di mutui e assicurazioni. Magari vedremo finalmente un po&#8217; di concorrenza fra le aziende di settore quando andremo a fare il calcolo assicurazione della nostra auto al rinnovo della nostra polizza o andremo a calcolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="liberalizzazioni" src="http://www.vitadamamma.com/wp-content/uploads/2012/01/liberalizzazioni-professioni.jpg" alt="" width="448" height="310" /></p>
<p>Il decreto legge sulle liberalizzazioni votato dal governo Monti ha portato non poche novità in vari settori, tra cui quello di<strong> mutui</strong> e <strong>assicurazion</strong>i. Magari vedremo finalmente un po&#8217; di concorrenza fra le aziende di settore quando andremo a fare il <a title="calcolo assicurazione" href="http://calcoloassicurazioneauto.com/">calcolo assicurazione</a> della nostra auto al rinnovo della nostra polizza o andremo a <a title="calcolare rata mutuo" href="http://calcolareratamutuo.it/">calcolare rata mutuo</a> per cambiare banca e andare in una più competitiva.</p>
<p>Entrando nello specifico, i mutui adesso non saranno più vincolati all&#8217;apertura di un conto corrente, mentre le polizze vita verranno scelte direttamente dal cliente. In altre parole, grazie a questo nuovo Dl, chi decide di accendere un mutuo non sarà più vincolato ad aprire un conto corrente presso la banca o l&#8217;ente creditizio che decidono di accogliere la domanda. Questo lascia maggiore libertà di scelta all&#8217;utente. Ma anche il settore delle assicurazioni ha subito non pochi cambiamenti. La prima, grande, novità, riguarda l&#8217;istituto che concede il mutuo: quest&#8217;ultimo è adesso obbligato a sottoporre al cliente almeno due preventivi di due gruppi assicurativi in modo che il cliente possa essere libero di scegliere quale polizza sulla vita preferisce. </p>
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</script></p>
<p>Si tratta di misure prese al fine di aumentare la libertà dell&#8217;utente che deve poter scegliere in modo indipendente quello che fa al caso suo. A tal fine gli enti creditizi sono ora obbligati ad informarli a dovere.</p>


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		<title>Offerte di lavoro per il settore bancario</title>
		<link>http://bancamagazine.it/2012/02/27/offerte-di-lavoro-per-il-settore-bancario/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 10:51:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[lavorare in banca]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro banca]]></category>

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		<description><![CDATA[
Lavorare in banca è l’ambizione un po’ di tutte le persone che hanno studiato in questo campo ma ovviamente la situazione non è facile nemmeno in questo settore. Infatti, le offerte di lavoro roma per esempio sono dimezzate da quando la crisi economica ha iniziato a farsi sentire, per questo motivo ogni giorni riuscire a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="lavorare in banca" src="http://www.ijobs.it/http://www.ijobs.it/wp-content/uploads/2011/06/lavoro-banca.jpg" alt="" width="400" height="266" /></p>
<p>Lavorare in banca è l’ambizione un po’ di tutte le persone che hanno studiato in questo campo ma ovviamente la situazione non è facile nemmeno in questo settore. Infatti, le <a title="offerte di lavoro roma" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/italia/lavoro/manager/roma">offerte di lavoro roma</a> per esempio sono dimezzate da quando la crisi economica ha iniziato a farsi sentire, per questo motivo ogni giorni riuscire a inviare un curriculum è già una grande fortuna.<br />
Per trovare offerta lavoro nel settore bancario basta accedere ai vari portali di ricerca online che offrono la possibilità di accedere a innumerevoli annunci adatti al settore di appartenenza. Per esempio le offerte lavoro banca sono disponibili nelle sezioni relative a offerte di lavoro per ingegneri, impiegati e così via.<br />
Non sempre troverete le offerte adatte alle vostre esigenze personali ma meglio fare una ricerca approfondita prima di trovare un’occupazione poco adatta alle vostre esigenze. I portali di annunci di lavoro offrono sempre molteplici servizi e permettono di scegliere tutte le informazioni che desiderate in merito al settore di occupazione che state cercando.<br />
Non è possibile avere sempre fortuna ma almeno proponendovi ogni giorno potrete avere maggiori possibilità che un’azienda possa essere interessata al vostro profilo lavorativo. Nella sezione offerte non mancano le proposte come <a title="lavoro avvocato" href="http://www.experteer.it/offertelavoro/lavoro/avvocato">lavoro avvocato</a>, questo è un settore già in costante espansione e solitamente le proposte lavorative pubblicate sono piuttosto interessante.<br />
Per iniziare a realizzare il vostro sogno e lavorare in banca ci vuole un pizzico di fortuna e la possibilità di riuscire a “vendere” al meglio il proprio profilo lavorativo. Che ne pensate di quest’occasione? Perché lasciarsela scappare visto il mercato attuale disponibile nel settore bancario?<br />
Non perdetevi d’animo e ogni giorno riuscirete a trovare la soluzione innovativa più adatta alle vostre esigenze lavorative e professionali.</p>


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		<title>Moody&#8217;s cala la scure su 114 banche Europee, 24 sono Italiane</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 14:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[banche europee]]></category>
		<category><![CDATA[Moody's]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nuovo colpo all&#8217;economia Europea (con lo spread btp-bund in forte rialzo) assestato da Moody&#8217;s che, nella giornata di ieri, ha declassato ben 114 banche europee di cui 24 del nostro paese (21 spagnole, 10 francese, 9 inglesi, 8 austriache, 8 danesi, 7 tedesche, 5 svedesi, 4 slovene, 2 svizzere, 1 per Belgio, Lussemburgo, Norvegia, Svezia).
A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignnone" title="banche" src="http://statik.nanopress.it/625X0/www/politica24/it/img/Moodys-taglia-rating-italia.jpg" alt="" width="461" height="281" /></div>
<p>Nuovo colpo all&#8217;economia Europea (con lo spread btp-bund in forte rialzo) assestato da Moody&#8217;s che, nella giornata di ieri, ha declassato ben 114 banche europee di cui 24 del nostro paese (21 spagnole, 10 francese, 9 inglesi, 8 austriache, 8 danesi, 7 tedesche, 5 svedesi, 4 slovene, 2 svizzere, 1 per Belgio, Lussemburgo, Norvegia, Svezia).</p>
<p>A farne le spese sono Banca Carige, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi Banca, Unipol Banca, Banca Sella, Monte dei Paschi di Siena,BNL, Banca della Marca Credito Cooperativo, Banca delle Marche, Banca Monastler e del Sile, Banca Poolare Alto Adige, Banca popolare di Cividale, Banca popolare di Marostica, Banca popolare di Spoleto, Banca Tercas, Banco Popolare, Cassa di Risparmio di Bolzano, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Iccrea Bancaimpresa,  Cassa Depositi e Prestiti.<br />
Ma se l&#8217;Italia piange anche nelle altre nazioni non si ride: a farne le spese sono praticamente tutti i colossi europei. Il downgrade è toccato infatti a giganti quali Barclays, BNP Paribas, Commerzbank, Credit Agricole, Deutsche Bank, HSBC, Ing group, Royal bank of Scotland, Santander, Société Générale.</p>
<p>Ma non finisce qui: Moody&#8217;s ha declassato anche parecchi enti e aziende statali e nazionali, prime tra tutte la Regione Lombardia (A1), <a title="città di milano" href="http://www.newsandtricks.com/search/label/Milano">Città di Milano</a> (A2), Provincia di Milano (A2),Firenze (BAA1), provincia di Firenze (A3),Regione Toscana (A3), provincia di Torino (A2),  Regione Umbria (A3), Regione Veneto (A3), Venezia (A3) nonché le Poste Italiane (A3), ENI (A2), Unipol (A2), Generali (Aa3).</p>
<p>Moody&#8217;s ha comunicato di aver apportato questi tagli sulla scia di quanto effettuato ad inizio settimana per il nostro debito sovrano, passato ad A3 dal precedente A2.<br />
Il mercato azionario e obbligazionario, per quanto sia stato sterile alla comunicazione del declassamento dell&#8217;Italia di Lunedi, sembra aver mal digerito questo nuovo taglio con il differenziale tra btp e bund nuovamente in salita (sopra i 400 punti).<br />
Anche l&#8217;Euro si è dimostrato debole, con il cambio con il dollaro intorno a 1,30. In calo anche tutte le principali piazze europee soprattutto per i timori del default della Grecia sempre più vicino (soprattutto con le voci del possibile rinvio della prossima tranche di aiuti europei ad Aprile, dopo le elezioni elleniche).</p>


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		<title>Italia e svizzera banche a confronto</title>
		<link>http://bancamagazine.it/2012/02/14/italia-e-svizzera-banche-a-confronto/</link>
		<comments>http://bancamagazine.it/2012/02/14/italia-e-svizzera-banche-a-confronto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 16:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[banche italiane]]></category>
		<category><![CDATA[banche svizzere]]></category>
		<category><![CDATA[confronto banche]]></category>

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		<description><![CDATA[
Da sempre si sente parlare che la Svizzera sia meglio dell’Italia. Ma vediamo il confronto un po’ di più nel particolare.
Partiamo dal presupposto che gli stipendi in Svizzera e la pressione fiscale sono molto differenti dall’Italia.
I cittadini italiani spesso vorrebbero aprire un attività in Svizzera proprio perché le tasse sono molto minori rispetto a quelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="confronto banche" src="http://i.res.24o.it/images2010/SoleOnLine5/_Immagini/Finanza%20e%20Mercati/2010/11/ubs-svizzera-afp--258x258.jpg?uuid=d6197dc2-e699-11df-a01f-d8c42fbc1053" alt="" width="258" height="258" /></p>
<p>Da sempre si sente parlare che la Svizzera sia meglio dell’Italia. Ma vediamo il <a title="confronto" href="http://www.confronto24.it/">confronto</a> un po’ di più nel particolare.<br />
Partiamo dal presupposto che gli stipendi in Svizzera e la pressione fiscale sono molto differenti dall’Italia.<br />
I cittadini italiani spesso vorrebbero aprire un attività in Svizzera proprio perché le tasse sono molto minori rispetto a quelle italiane, oltre al fatto che ci sono molti aiuti per i primi anni.<br />
I licenziamenti in Svizzera posso avvenire per motivi economici per qualunque tipo di azienda, basta avvertire il lavoratore in tempi ragionevoli.<br />
Inoltre le amministrazioni pubbliche pagano i loro fornitori con un massimo di trenta giorni, e non come la media europea, che è ben di 180 giorni.<br />
Un altro vantaggio per andare a lavorare in svizzera e sicuramente il fattore stipendio. Infatti basta metter a confronto lo stipendio di un magazziniere italiano (1.100 euro) con un pari livello svizzero (2.200 euro)<br />
Perché molti cittadini aprono il conto bancario in Svizzera? Questo è da sempre un dibattito che è stato affrontato più volte con vari <a title="commenti" href="http://www.confronto24.it/">commenti</a>.<br />
La risposta è semplice la Svizzera ha le infrastrutture nettamente migliori ed ha un sistema bancario molto diverso.</p>
<p>Per altri confronti puoi visitare il sito <a title="commenti" href="http://www.confronto24.it/">Confronto24</a></p>
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		<title>Moody’s: banche russe outlook negativo</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 20:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[banche russe]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le agenzie di rating continuano a tagliare il rating delle banche. Questa volta si tratta delle banche russe e l’agenzia in questione è la Moody’s. quest’ultima ha cambiato il rating da stabile a negativo, sottolineando che anche il sistema bancario russo ha dei problemi. La causa di tutto è la debolezza economica del sistema bancario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="banca russa" src="http://www.ilsole24ore.com/images2010/SoleOnLine5/_Immagini/Finanza%20e%20Mercati/2011/02/Vtb-banca-russa-afp-258.jpg?uuid=cfcac956-32b3-11e0-98e0-156d7215fd79" alt="" width="258" height="258" /></p>
<p>Le agenzie di rating continuano a tagliare il rating delle banche. Questa volta si tratta delle banche russe e l’agenzia in questione è la Moody’s. quest’ultima ha cambiato il rating da stabile a negativo, sottolineando che anche il sistema bancario russo ha dei problemi. La causa di tutto è la debolezza economica del sistema bancario della nazione, che si unisce alla difficile situazione generale. Ricordiamo che anche la nazione russa è coinvolta nella crisi economica mondiale: il Pil del Paese è sceso a causa di un abbassamento della domanda di idrocarburi a livello mondiale. Questo ha molto influito sull’economia del Paese che ora si trova in un momento molto difficile. Per quel che concerne il sistema bancario, Moody’s prospetta un aumento dei tassi e, quindi, un peso maggiore sulle tasche dei cittadini.</p>


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		<title>Gli italiani trascurano il tasso misto</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mutui]]></category>
		<category><![CDATA[preventivi mutui]]></category>
		<category><![CDATA[tasso misto]]></category>

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		<description><![CDATA[
Da una recente indagine di Mutui.it emerge che gli italiani hanno davvero poca fiducia nei prodotti finanziari a tasso misto proposti dalle banche. Su un campione composto da 400.000 preventivi di mutuo calcolati negli ultimi mesi dagli utenti del sito, solamente il 2% ha scelto la soluzione a tasso misto, segno che soprattutto in periodo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="tasso misto" src="http://cdn.blogosfere.it/mutui/images/mutuo-casa-senza-ipoteca.jpg" alt="" width="446" height="297" /></p>
<p><span style="color: #000000;">Da una recente indagine di Mutui.it emerge che gli italiani hanno davvero poca fiducia nei prodotti finanziari a tasso misto proposti dalle banche. Su un campione composto da 400.000 <a href="http://www.mutui.it/preventivo-mutuo.html"><strong>preventivi di mutuo</strong></a> calcolati negli ultimi mesi dagli utenti del sito, solamente il 2% ha scelto la soluzione a tasso misto, segno che soprattutto in periodo di crisi gli aspiranti mutuatari preferiscono i classici finanziamenti a tasso fisso o variabile.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le banche erogano liquidità molto più difficilmente e questa diffidenza è fortemente percepita dai clienti. Gli spread restano estremamente elevati e la volontà di comprare casa si scontra con la complessità dell’attuale situazione economica italiana. La tentazione è dunque quella di affidarsi alla sicurezza del tasso fisso, ma in tal modo si trascurano i benefici derivanti da forme finanziarie altrettanto valide.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Non tutti sanno che il tasso misto permette di cambiare il tipo di tasso a scadenze prestabilite indicate nel contratto, passando più volte dal fisso al variabile a mutuo in corso. Questo consente di adeguare il finanziamento in base all’andamento del mercato, per sfruttare le attuali tendenze degli indici di riferimento. Altri tipi di mutui “misti” consentono inoltre di esercitare un’opzione, partendo ad esempio da un tasso fisso e passando in seguito, una sola volta, al variabile, fino alla fine del rimborso. Le soluzioni a tasso misto, insomma, garantiscono una grande flessibilità al cliente, ma bisogna ricordare che, per bilanciare i minori vincoli imposti, gli istituti applicano su di essi costi aggiuntivi più elevati.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Sempre dall’indagine di cui sopra emerge che la somma media richiesta dagli italiani che intendono stipulare un mutuo a tasso misto è pari a 147.000 euro, ovvero il 61% dell’immobile da ipotecare. L’età media del richiedente è di 38 anni e la durata media è pari a 25 anni.</span></p>


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