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	<title>La Banca in Italia &#187; Finanziamenti</title>
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	<description>Tutto sulla Banca in Italia - Il Magazine che ti informa quotidianamente sul mondo Bancario e Finanziario</description>
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		<title>Il leasing come forma di prestito</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 18:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti auto]]></category>
		<category><![CDATA[leasing auto]]></category>

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		<description><![CDATA[
Vuoi pagare una macchina a rate senza richiedere un finanziamento auto? Utilizza allora la formula del leasing. I leasing auto è una forma di finanziamento personale che ti consente, pagando un canone mensile (simile all’affitto), di entrare in possesso di un autovettura
Il leasing è indirizzato in particolar modo verso le aziende o verso liberi professionisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="leasing AUTO" src="http://www.mortgagemedics.ca/images/LeasingAuto.jpg" alt="" width="210" height="210" /></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Vuoi pagare una macchina a rate senza richiedere un finanziamento auto? Utilizza allora la formula del leasing. I <a href="http://www.finanziamenti-auto.it/leasing-auto-privati-come-funziona.php">leasing auto</a> è una forma di finanziamento personale che ti consente, pagando un canone mensile (simile all’affitto), di entrare in possesso di un autovettura</span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Il leasing è indirizzato in particolar modo verso le aziende o verso liberi professionisti che hanno a disposizione una partita iva. Il leasing prevede il pagamento di un canone mensile e (qualora si volesse entrare in possesso dell’autovettura) del pagamento di un riscatto finale. </span></span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Nel leasing auto, non è il cliente finale ad acquistare l’autovettura ma la società finanziaria, che si sostituirà a questo nell’operazione di acquisto. La macchina, sarà quindi di proprietà della società di leasing mentre il cliente finale sarà il possessore dell’automezzo. Il cliente finale dovrà pagare un canone mensile, per la durata massima di 60 mesi, e solamente pagando il riscatto finale entrerà in possesso dell’autovettura. </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;">Il vantaggi per il cliente finale sono molteplici. Prima di tutto questo tipo di prestito consente di ottenere una flessibilità molto alta rispetto ai normali </span><a style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;" href="http://www.finanziamenti-auto.it">finanziamenti auto</a><span style="font-size: medium; font-family: 'Times New Roman', serif;">. Grazie al fatto che il leasing auto può essere richiesto anche per il 100% del valore dell’automezzo, il contraente avrà il vantaggio di entrare in possesso dell’autovettura senza dover pagare anticipi. Nel contratto di leasing si possono inserire altri servizi aggiuntivi (assicurazione, manutenzione ecc) evitando così brutte sorprese nel caso in cui la macchina si guastasse.  Altro vantaggio molto allettante sono i sgravi fiscali. L’auto infatti non entra a bilancio come bene posseduto ma come costo consentendo quindi di sfruttare il canone a vantaggio del contraente.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: small;">Ma ci sono anche alcuni svantaggi, l’automezzo diverrà di proprietà solamente alla scadenza del contratto di leasing e soprattutto dopo il pagamento del riscatto finale, se si decide per esempio di estinguere anticipatamente il contratto si avranno penali maggiori rispetto di un normale finanziamento auto. </span></span></p>


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		<title>Stanziati nel Mezzogiorno 1,6 miliardi di euro per Ricerca e Innovazione</title>
		<link>http://bancamagazine.it/2009/08/06/stanziati-nel-mezzogiorno-16-miliardi-di-euro-per-ricerca-e-innovazione/</link>
		<comments>http://bancamagazine.it/2009/08/06/stanziati-nel-mezzogiorno-16-miliardi-di-euro-per-ricerca-e-innovazione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 08:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[capacità innovativa delle università]]></category>
		<category><![CDATA[centri di ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Competitività]]></category>
		<category><![CDATA[Convergenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca e innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[servizi per l'innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[stanziamento]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo di laboratori pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ricerca, al via il Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività per le Regioni della Convergenza
1,6 miliardi di euro per Ricerca e Innovazione nel Mezzogiorno
Roma, 31 luglio 2009
Sono stati firmati oggi al Ministero dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca i primi tre Accordi di Programma Quadro (Calabria, Campania, Puglia) che danno attuazione al Programma Operativo Nazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="ricerca e innovazione" src="http://www.ao.pr.it/_img/300/ris-pacs.jpg" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Ricerca, al via il Programma Operativo Nazionale <strong>Ricerca</strong> e <strong>Competitività</strong> per le Regioni della <strong>Convergenza</strong></p>
<p>1,6 miliardi di euro per <strong>Ricerca e Innovazione</strong> nel <strong>Mezzogiorno<br />
</strong>Roma, 31 luglio 2009</p>
<p>Sono stati firmati oggi al <strong>Ministero dell’Istruzione</strong>, dell’ <strong>Università</strong> e della Ricerca i primi tre Accordi di Programma Quadro (Calabria, Campania, Puglia) che danno attuazione al Programma Operativo Nazionale Ricerca e Competitività per le Regioni della Convergenza, sottoscritto lo scorso 25 giugno dal Ministro Mariastella Gelmini e dai Presidenti delle Regioni Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.</p>
<p>Gli accerti firmati oggi danno il via libera allo stanziamento di 1,6 miliardi di euro per i prossimi tre anni, provenienti da<strong> risorse comunitarie</strong> (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e nazionali (Fondo di Rotazione).<br />
Gli APQ sono il principale strumento di attuazione della strategia di intervento che può contare per la Ricerca su 3,2 miliardi di euro. La prossima settimana sarà firmato anche l’APQ con la Regione Sicilia.</p>
<p><script type="text/javascript">// <![CDATA[
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// ]]&gt;</script><br />
<script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"></script>Le principali linee di intervento sono le seguenti •Aree scientifico-tecnologiche Interventi per rafforzare il potenziale di ricerca e innovazione delle regioni negli ambiti scientifico-tecnologici di importanza strategica per l’economia delle Regioni della Convergenza. •Reti per il rafforzamento del potenziale scientifico-tecnologico Interventi diretti a sostenere la <strong>capacità innovativa delle università</strong>, dei <strong>centri di ricerca</strong> e delle<strong> imprese</strong>, promuovendo lo sviluppo di filiere scientifico-tecnologiche di eccellenza pubblico-private, il potenziamento e lo sviluppo di Distretti di Alta Tecnologia e relative reti, nonché la creazione, il potenziamento e lo <strong>sviluppo di laboratori pubblici</strong> e privati. •Potenziamento delle strutture e delle dotazioni scientifico-tecnologiche Sviluppo delle strutture di eccellenza di valenza sovra-regionale per rispondere alle esigenze di innovazione delle imprese. •Valorizzazione dei risultati migliori Valorizzazione dei migliori risultati conseguiti sia nelle Regioni della Convergenza che nel Centro-Nord per la promozione di reti di <strong>servizi per l&#8217;innovazione</strong> (consulenza, sensibilizzazione, tutoraggio). Se ti è piaciuto questo articolo potresti essere interessato al nostro network di<a href="http://www.intraprendereblognetwork.it "> blog professionali dedicati all&#8217;impresa e alle aziende</a> o al nostro <a href="http://www.videoallnews.it ">sito di videonews internazionali</a>. <script type="text/javascript">// <![CDATA[
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		</item>
		<item>
		<title>La BEI e Intesa Sanpaolo stanziano 470 milioni di euro di finanziamenti a favore delle PMI</title>
		<link>http://bancamagazine.it/2009/07/31/finanziamenti-imprese-crisi-banche/</link>
		<comments>http://bancamagazine.it/2009/07/31/finanziamenti-imprese-crisi-banche/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2009 17:42:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Europea per gli Investimenti]]></category>
		<category><![CDATA[contrastare la crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[edilizia scolastica]]></category>
		<category><![CDATA[effetti della crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti a mediolungo]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamento a medio e lungo termine per le PMI]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Intesa]]></category>
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		<category><![CDATA[ricerca e sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[rischio creditizio]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio energetico]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
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		<category><![CDATA[tutela del patrimonio storico]]></category>

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		<description><![CDATA[
BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI (BEI) E INTESA SANPAOLO:
470 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI A FAVORE DELLE PMI,
DELLA RICERCA E DEL SOCIALE
 300 milioni di euro dedicati alle piccole e medie imprese;
 100 milioni destinati a imprese di media dimensione per investimenti
nei settori dell’energia e dell’ambiente ovvero della ricerca e sviluppo;
 50 milioni di euro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="bei" src="http://www.urbanpromo.it/nuovosito/uploads/images/loghi/BEI.jpg" alt="" width="431" height="187" /></p>
<p>BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI (BEI) E INTESA SANPAOLO:<br />
470 MILIONI DI EURO DI FINANZIAMENTI A FAVORE DELLE PMI,<br />
DELLA RICERCA E DEL SOCIALE</p>
<p> 300 milioni di euro dedicati alle <strong>piccole e medie imprese</strong>;<br />
 100 milioni destinati a imprese di media dimensione per <strong>investimenti</strong><br />
nei settori dell’energia e dell’ambiente ovvero della<strong> ricerca e sviluppo</strong>;<br />
 50 milioni di euro per lo <strong>sviluppo di nuove tecnologie</strong> nell’ambito del<br />
progetto pilota a livello italiano “Risk Sharing Finance Facility”;<br />
 20 milioni coordinati da Banca Prossima, per interventi principalmente<br />
nell’ <strong>edilizia scolastica</strong> e nella <strong>sanità</strong>.<br />
La<strong> </strong>Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e il <strong>Gruppo Intesa<br />
Sanpaolo</strong> hanno definito oggi 4 nuovi accordi al fine di fornire <strong>finanziamenti a mediolungo<br />
termine a imprese italiane</strong>, per un importo complessivo pari a 470 milioni di euro.<br />
L’iniziativa si inserisce nell’ambito degli intensi rapporti già in essere tra BEI e Intesa<br />
Sanpaolo ed è volta a rafforzare ulteriormente il supporto offerto al settore produttivo<br />
italiano, a mitigare gli<strong> effetti della crisi finanziaria</strong> e contribuire all’avvio del processo di<br />
ripresa.<br />
All’interno del plafond di 470 milioni euro messi a disposizione dalla Bei sono state<br />
individuate 4 aree di intervento che coinvolgeranno nello specifico alcune società del<br />
Gruppo Intesa Sanpaolo. Oltre ai finanziamenti per le Piccole e Medie Imprese (PMI) –<br />
che saranno curati da Mediocredito Italiano e Leasint &#8211; parte delle linee saranno messe a<br />
disposizione del progetto “Risk Sharing Finance Facility”, parte a investimenti di medie<br />
aziende per i loro programmi di<strong> risparmio energetico</strong> ovvero di ricerca e sviluppo, e infine<br />
alcune linee saranno destinate a interventi nel terzo settore, grazie alla guida e<br />
all’esperienza maturata in questo ambito da Banca Prossima.<br />
Al sostegno delle PMI italiane saranno destinati 300 milioni di euro, con impiego di fondi<br />
BEI per il finanziamento del 100% di progetti promossi dalle imprese a condizioni di<br />
particolare favore, anche in applicazione delle nuove iniziative adottate dalla BEI per<br />
<strong>contrastare la crisi economica</strong>. Le linee saranno finalizzate esclusivamente agli investimenti<br />
delle PMI, con il coordinamento di Mediocredito Italiano &#8211; la società del Gruppo Intesa<br />
Sanpaolo specializzata nel <strong>finanziamento a medio e lungo termine per le PMI</strong> &#8211; e Leasint, la<br />
società di leasing del gruppo.<br />
100 milioni di euro sono poi destinati al sostegno degli investimenti delle società italiane<br />
di medie dimensioni (mid-caps) per investimenti nei settori dell’energia e dell’ambiente<br />
ovvero della ricerca e sviluppo. In particolare, il contratto siglato oggi costituisce il<br />
prolungamento dell’accordo di collaborazione tra BEI, Assolombarda e Intesa Sanpaolo, di<br />
cui la prima quota (pari a 150 milioni di euro) è attualmente in corso di erogazione.</p>
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<p>Ulteriori 50 milioni di euro sono stati previsti nell’ambito del progetto, voluto da BEI e<br />
Intesa Sanpaolo, “Risk Sharing Finance Facility”: la prima iniziativa di questo genere<br />
in Italia tra BEI e una banca commerciale che prevede un “progetto pilota” per 100 milioni<br />
di euro, affidato a Mediocredito Italiano, di cui questo contratto costituisce una prima<br />
tranche. Sviluppando le esperienze condotte negli scorsi anni da Banca Intesa e Sanpaolo<br />
IMI nel finanziamento del settore, il progetto punta a stimolare gli investimenti per lo<br />
sviluppo di nuove tecnologie e consentirà a BEI e Intesa Sanpaolo di condividere<br />
l’esposizione creditizia verso le imprese impegnate in tali investimenti.<br />
Infine a Banca Prossima, la banca del gruppo Intesa Sanpaolo specializzata in interventi<br />
nel settore dell’impresa sociale e non-profit, saranno destinati 20 milioni di euro per il<br />
supporto di iniziative nell’ambito dell’edilizia scolastica, della sanità, di programmi di<br />
rinnovamento e<strong> sviluppo urbano</strong>, di<strong> tutela del patrimonio storico</strong>, culturale e naturale.<br />
Nel corso dell’anno la collaborazione fra BEI e Intesa Sanpaolo è prevista rafforzarsi<br />
ulteriormente con nuovi prestiti a sostegno di investimenti nel settore delle infrastrutture e<br />
con la conferma degli impegni presi nel campo della ricerca e sviluppo.<br />
Dario Scannapieco, Vice Presidente della BEI responsabile per le operazioni in Italia,<br />
Malta e Balcani occidentali: “Siamo soddisfatti per questo complesso di finanziamenti, che<br />
si inserisce in una lunga tradizione che BEI ha con Intesa Sanpaolo. Sottolineo in particolare<br />
l’importanza dei nuovi prestiti secondo il modello “Risk sharing finance facility”, che ci<br />
permette di condividere con Intesa Sanpaolo il <strong>rischio creditizio</strong> verso i beneficiari finali,<br />
lasciando al gruppo bancario italiano la responsabilità dell’istruttoria: uno schema che non a<br />
caso viene applicato per la prima volta nel nostro paese con un partner da noi conosciuto e<br />
stimato”.<br />
Gaetano Miccichè, responsabile Divisione Corporate e Investment Banking – Intesa<br />
Sanpaolo: “Intesa Sanpaolo, è una delle principali banche “partner” della BEI sia per i<br />
volumi di attività con oltre 10 miliardi di euro di finanziamenti fino ad ora erogati, sia per la<br />
diversificazione dei settori di intervento a favore delle imprese italiane. Interventi i cui<br />
obiettivi sono sempre l’internazionalizzazione e la crescita così come il sostegno a ricerca,<br />
sviluppo e innovazione. Grazie ai nuovi accordi definiti oggi con la BEI &#8211; sulla base della<br />
consolidata relazione con la nostra Direzione Financial Institutions &#8211; Intesa Sanpaolo mette<br />
a disposizione ulteriori strumenti e risorse che potranno consentire al nostro tessuto<br />
imprenditoriale di sfruttare tutte le opportunità che si possono presentare in periodi<br />
particolarmente complessi come quello che stiamo vivendo”.</p>
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		<title>L&#8217;artigianato e il sistema bancario al tempo della crisi</title>
		<link>http://bancamagazine.it/2009/07/25/artigianato-crisi-banch/</link>
		<comments>http://bancamagazine.it/2009/07/25/artigianato-crisi-banch/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 14:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[sistema bancario]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Piccoli produttori e artigiani costituiscono il 98% dell&#8217;economia&#8221;
Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna, risponde a Corrado Faissola, presidente Abi
«Lo stato di disagio da noi rappresentato trova riscontro nelle parole del Governatore Draghi, del Presidente Consob Cardia e del Presidente Bce Trichet che riconoscono alle banche un ruolo determinate nel rendere la crisi che stiamo affrontando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="crisi economica" src="http://thetamarind.eu/files/2009/01/crisi.jpg" alt="" width="369" height="325" /></p>
<p>&#8220;<strong>Piccoli produttori</strong> e <strong>artigiani</strong> costituiscono il 98% dell&#8217;economia&#8221;<br />
Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna, risponde a Corrado Faissola, presidente Abi</p>
<p>«Lo stato di disagio da noi rappresentato trova riscontro nelle parole del Governatore Draghi, del Presidente Consob Cardia e del Presidente Bce Trichet che riconoscono alle <strong>banche </strong>un ruolo determinate nel rendere la crisi che stiamo affrontando più o meno duratura», Sergio Silvestrini, Segretario Generale Cna, Confederazione Nazionale dell&#8217;artigianato, risponde al presidente dell&#8217;Abi, Corrado Faissola, che nel corso dell&#8217;assemblea generale dell&#8217;Abi, dell&#8217;8 luglio ha ribadito: «Noi crediamo di aver fatto il nostro mestiere di<strong> imprenditori bancari</strong> in modo assolutamente adeguato.</p>
<p> Il nostro mestiere lo abbiamo fatto, lo stiamo facendo, lo faremo seguendo le<strong> regole della finanza</strong>. L&#8217;interesse delle banche è quello che il governo e le altre imprese hanno messo in risalto negli ultimi mesi: quello di conservare il maggior numero di imprese possibile nel mercato. Non accettiamo di essere invitati a fare il nostro mestiere».<br />
Lei cosa risponde?<br />
«Non siamo nostalgici delle <strong>banche a proprietà pubblica</strong> e riconosciamo la natura imprenditoriale dell&#8217;intermediazione creditizia. Di conseguenza, non diamo per scontata l&#8217; <strong>erogazione del credito</strong> in assenza di condizioni di economicità per le banche. Riteniamo che per un paese come l&#8217;Italia sia necessario un <strong>sistema bancario</strong> le cui politiche di offerta siano improntate alla prudente e sana gestione come previsto dal Testo Unico Bancario. Ma il <strong>comportamento delle banche</strong>, oggi, ci sembra eccessivamente prudente verso le imprese di dimensione minore e negli ultimi mesi abbiamo registrato un peggioramento delle <strong>condizioni di acceso al credito</strong>.</p>
<p>Voglio in particolare ricorda re che il Governatore della Banca d&#8217;Italia ha invitato le banche a utilizzare tutte le informazioni loro disponibili per ripristinare condizioni di<strong> accesso al credito</strong> meno restrittive di quelle attuali».<br />
Eppure le rilevazioni Abi dicono che la maggior parte dei<strong> finanziamenti</strong> erogati dalle banche è indirizzato verso le<strong> piccole imprese</strong><br />
«Il dato citato dall&#8217;Abi non deve sorprendere visto che le piccole e medie imprese in Italia sono numericamente di gran lunga prevalenti sulle grandi: l&#8217;Istat nel 2006 rilevava che le imprese più piccole (con meno di 20 addetti) erano 4,3 milioni e costituivano oltre i1 98% del tessuto produttivo con un&#8217;occupazione prossima al 60% del totale.</p>
<p>La quota di credito che affluisce alle Pmi è quindi di gran lunga inferiore al peso economico relativo. Secondo la Banca d&#8217;Italia, il credito erogato alle imprese più piccole rappresenta appena il 20% del totale degli impieghi al sistema produttivo. Ma questo è un dato di struttura. Ciò che le banche non dicono è che già prima della crisi quando il credito cresceva a tassi superiori al 6% per le grandi imprese, esso era prossimo allo &#8220;0&#8243; perle piccole e, già da ottobre, era in terreno negativo per gli artigiani».</p>
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<p>Alcune rilevazioni indicano che molte imprese preferiscono rivolgersi a istituti quali i Confidi, piuttosto che passare direttamente attraverso il canale bancario. E&#8217; un trend che riguarda anche le <strong>imprese artigiane</strong>?<br />
«Il sistema dei Confidi dell&#8217; artigianato associa oltre 715 mila imprese e ha garantito finanziamenti per quasi 11 miliardi di curo e il livello delle sofferenze lorde si attesta al di sotto del 2% rispetto ad una media nazionale del settore artigiano che supera il 7%. Nel tempo, ha acquisito un largo e riconosciuto prestigio per la qualità operativa, per dimensione e competenza.</p>
<p> Non è un canale alternativo al sistema bancario ma uno strumento utile per ridurre la distanza tra le imprese e le banche. I Confidi strumenti di natura mutualistica e senza scopo di lucro, promossi dalle associazioni della imprese, prestano infatti al sistema bancario garanzie aggiuntive, rispetto a quelle che gli imprenditori hanno la possibilità di offrire autonomamente, per<strong> ottenere la concessione del credito</strong>. In questo modo forniscono alle imprese meno patrimonializzate benefici in termini di costo, quantità e durata del finanziamento».<br />
Si è sempre detto che le aziende italiane si rivolgono alle banche per lo più per<strong> avere prestiti</strong>, e non hanno mai sviluppato rapporti di finanza più complessa, come invece succede in altri paesi industrializzati. Non ravvisa in questo un limite da parte del mondo imprenditoriale?<br />
«Le imprese hanno bisogno di poter ricorrere a strumenti adeguati alle loro necessità che, in particolare per quelle di minori dimensioni, non sono particolarmente complesse. La finanza derivata incorpora elementi di rischio difficilmente quantificabili e comunque non in linea con l&#8217;attività delle piccole imprese. Tra i due estremi, tra il c/c e il derivato, manca una offerta di strumenti dedicati alla dimensione piccola d&#8217;impresa».<br />
L&#8217;accesso a finanziamenti è secondo lei una leva strategica per la crescita? Qualcuno potrebbe obiettare che si tende a scaricare tutte le colpe su questo fronte invece di affrontare carenze gestionali.<br />
«La crisi accresce il fabbisogno finanziario che deriva dal rallentamento dell&#8217;incasso dei crediti commerciali e dal calo dell&#8217;attività produttiva a fronte di costi fissi, spesso incomprimibili. Le banche in questo momento invece di alleviare questo stato di difficoltà tendono ad adottare una posizione difensiva che, come lo stesso Presidente della Consob Lamberto Cardia ha recentemente osservato, espone le piccole imprese all’asfissia finanziaria. Lo stesso Governo e la Banca Centrale Europea hanno riconosciuto la necessità di evitare l&#8217;interruzione dei flussi di credito. Vogliamo sperare che le difficoltà di approvvigionamento di liquidità sui mercati interbancari, che avevano in parte giustificato il rallentamento del credito, possano considerarsi superate grazie alle generose iniezioni effettuate dalle banche centrali e solo in parte utilizzate dalle <strong>banche italiane</strong>».<br />
<strong>Basilea 2</strong> e le normative di adeguamento agli standard internazionali hanno reso ancora più difficile l&#8217;accesso al credito da parte delle imprese che non possono fornire garanzie rispondenti ai criteri di rating. Secondo lei, quali sono gli aspetti da rivedere di queste normative dal punto di vista delle microimprese?<br />
«Di fronte a questa situazione riteniamo che le banche debbano valutare l&#8217;opportunità di non procedere ad una acritica applicazione dei criteri di Basilea 2 dal momento che, come lo stesso Governatore Draghi ha riconosciuto, &#8220;i modelli di scoring perdono parte della capacità predittiva nei momenti eccezionali&#8221;.<br />
Le stesse regole operative di Basilea 2 sono state pensate scritte in una fase del ciclo economico completamente diverso dall&#8217;attuale e ciò non può non comportare di conseguenza una riflessione che abbiamo chiesto al Governo di avviare rapidamente con le organizzazioni delle piccole e medie imprese. In questo momento si tratta, dunque, di coniugare alla sana e prudente gestione bancaria, nuovi criteri di valutazione del merito creditizio delle piccole imprese, che tengano in considerazione l&#8217;affidabilità e la reputazione dei richiedenti sulla base di dati qualitativi, che possono essere recuperati solo attraverso un forte legame col territorio. Nello specifico la CNA ha da più di anno lanciato alle banche la proposta di ripensare il rapporto tra banche e imprese contemplando un ruolo attivo e riconosciuto alle associazioni di rappresentanza. Il lavoro svolto dalla Confederazione nei diversi settori, nei raggruppamenti di interesse, nei servizi e in tutte le attività della rappresentanza, permette di acquisire una base molto articolata di informazioni, che vanno dal posizionamento competitivo dell&#8217;associato, all&#8217;andamento e alle prospettive dei diversi mercati in cui opera. Inoltre la CNA, attraverso la sua società nazionale di informatica, è in condizione di mettere a disposizione del sistema creditizio, informazioni quantitative e qualitative in grado di facilitare la valutazione delle imprese nella concessione di credito. In definitiva per migliorare i rapporti tra Banche e Imprese la CNA ritiene che debbano essere utilizzate al meglio le conoscenze, anche personali, che le nostre strutture hanno degli associati e delle loro esigenze.<br />
L&#8217;obiezione che molti fanno all&#8217;ipotesi di allargare il tavolo ai piccoli è di carattere operativo. I tempi si allungherebbero e la gestione diventerebbe assai più ardua. Che fare, dunque? Un&#8217;ipotesi potrebbe essere quella di trasformare il triangolo in quadrilatero, aggiungere un unico posto per un portavoce collettivo delle Conf escluse. In cinque (Confesercenti, Cna, Confcommercio, Casartigiani e Confartigianato) stanno già lavorando alla costruzione di una federazione stendendo norme statutarie e codice etico comuni. Nell&#8217;occasione potrebbero coinvolgere le organizzazioni che sono rimaste fuori e designare un unico portavoce che negozi accanto a governo, Abi e Confindustria. «Il nostro è un mondo che merita di più &#8211; lamenta Ivan Malavasi, presidente di Cna &#8211; ma evidentemente il governo continua a sottovalutarci». Un tavolo a quattro potrebbe rappresentare un segnale di discontinuità e preparare il terreno a quella riforma della rappresentatività (con tanto di certificazione e trasparenza) che sta a cuore al ministro Maurizio Sacconi.</p>
<p>Se ti è piaciuto questo articolo potresti essere interessato al nostro <a href="http://www.pmiblognetwork.it">blog sulle Piccole e Medie Imprese</a>.</p>
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		<title>Due iniziative del Gruppo Intesa Sanpaolo per aiutare le pmi ad affrontare la crisi</title>
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		<comments>http://bancamagazine.it/2009/07/22/finanziamenti-imprese-crisi-credito/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2009 12:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
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		<description><![CDATA[
 
Due iniziative del Gruppo Intesa Sanpaolo per aiutare le pmi ad affrontare la crisi
 
Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha lanciato due nuove iniziative rivolte alle piccole e medie imprese, con la finalità di aiutarle concretamente ad affrontare il difficile ciclo congiunturale.
•Capitale Circolante che offre alle imprese nuove facilitazioni &#8211; in un apposito conto affidamento temporaneo &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="intesa sanpaolo" src="http://www.amicidellalucia.org/image/intesa_san_paolo2.PNG" alt="" width="140" height="64" /></p>
<p> </p>
<p>Due iniziative del <strong>Gruppo Intesa Sanpaolo</strong> per <strong>aiutare le pmi</strong> ad <strong>affrontare la crisi</strong></p>
<p> </p>
<p>Il <strong>Gruppo Intesa Sanpaolo </strong>ha lanciato due nuove iniziative rivolte alle <strong>piccole e medie imprese</strong>, con la finalità di aiutarle concretamente ad affrontare il difficile ciclo congiunturale.</p>
<p>•Capitale Circolante che offre alle imprese nuove facilitazioni &#8211; in un apposito conto affidamento temporaneo &#8211; per dilazionare l’addebito di eventuali pagamenti insoluti ricevuti dalla propria clientela.</p>
<p>•Rinvio rate che offre l’opportunità di rinviare di un anno il pagamento delle rate di mutui e leasing, in quota capitale.<br />
Entrambe le iniziative vanno incontro alle esigenze di liquidità delle imprese, particolarmente sentite nei momenti di crisi, dovute al rallentamento degli impieghi ed in particolare all’allungamento dei tempi di incasso dei crediti verso la clientela.</p>
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</script></p>
<p><strong>Capitale Circolante</strong><br />
La banca mette a disposizione dell’impresa una nuova linea di credito, che consente di addebitare gli <strong>insoluti</strong> su un conto corrente dedicato. Il conto viene azzerato ogni trimestre ed il saldo debitore viene addebitato sul conto corrente ordinario dell’ impresa nel presupposto che, nel frattempo, l’impresa abbia provveduto a costituire, con maggior tranquillità, la necessaria provvista.</p>
<p>La durata del<strong> fido temporaneo</strong> è pari a 12 mesi. L’importo massimo dell’affidamento potrà essere pari al 25% delle<strong> linee di credito</strong> commerciali dell’azienda, con un massimo di 250.000 euro. Il credito è assistito dalla garanzia rilasciata da un Confidi nella misura non inferiore al 50% dell’affidamento medesimo.</p>
<p>Inoltre, sono stati riservati canali privilegiati per accelerare al massimo i tempi di delibera di questi <strong>affidamenti</strong>.</p>
<p>Potranno usufruire dell’iniziativa tutte le imprese associate a Confindustria in Piemonte, Emilia-Romagna, Liguria, Valle d’Aosta, Sardegna, Lombardia, Campania, Toscana . L’iniziativa sarà progressivamente estesa alle altre regioni.</p>
<p><strong>Rinvio rate mutui</strong> e <strong>leasing</strong>.<br />
Le imprese che ne fanno richiesta, se in possesso dei requisiti previsti, possono posticipare di 12 mesi il rimborso della quota capitale dei <strong>finanziamenti ipotecari</strong> e chirografari, e dei leasing strumentali, con il ricorso ad una semplice scrittura privata.</p>
<p>Il rinvio riguarderà tutte le rate in scadenza nei 12 mesi successivi alla richiesta, a partire dal mese di luglio.</p>
<p>Nel medesimo periodo matureranno esclusivamente gli interessi sul debito residuo, che saranno addebitati alle scadenze naturali del<strong> finanziamento</strong>. Al termine dei 12 mesi, il piano di rimborso delle rate proseguirà regolarmente, ma spostato in avanti di un anno.</p>
<p>E&#8217; prevista una commissione correlata all’entità del debito residuo e alla durata del finanziamento.</p>
<p>Nell’ambito dell’iniziativa sono state anche predisposte <strong>linee di finanziamento </strong>finalizzate a supportare l’impresa nei programmi di rafforzamento della struttura patrimoniale.</p>
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