Ubi Banca: utile netto 2011 in crescita

in questo momento, quando spesso le persone affidano i loro risparmi a beni rifugio come il valore oro, arrivano i bilanci delle banche italiane. Anche il CdA del Banco di Brescia ha approvato il progetto di bilancio al 31 dicembre 2011 che deve essere sottoposto all’attenzione dell’Assemblea del prossimo 5 aprile che vedrà l’approvazione dello stesso. Dai dati emersi si evince che il 2011 si è chiuso in positivo, dato che l’utile netto è passato da 72 milioni di euro del 2010 a 95 milioni: si parla, quindi, di un +31,9%. Per quel che concerne i proventi operativi, si è avuto un aumento del +1% rispetto al 2010. Gli interessi netti sono stati di 324,4 milioni di euro, quasi esattamente come il precedente anno; le commissioni nette sono aumentate dell’1,9% su base annua, mentre i proventi netti di gestione sono cresciuti di mezzo punto. La banca in questione si è anche preoccupata di controllare i costi. Per quel che concerne gli oneri operativi, che sono stati pari a 312,8 milioni di euro, si nota che sono diminuiti dell’1,4% su base annua. Tra questi ci sono: le spese per il personale, che ammontano a 173,7 milioni di euro (+0,5% rispetto al 2010), altre spese amministrative per 128,8 milioni di euro (-3,4%) e ammortamenti per 10,3 milioni di euro (-7,6%). Tutto ciò ha determinato un valore dell’indice Cost/Income al 57,7%, che significa un calo di un punto e mezzo percentuale in meno rispetto al dato 2010.
Bei: boom di erogazioni nel 2011

Ormai è accertato: le Pmi e i loro conto correnti online hanno un nuovo alleato a livello europeo. Stiamo parlando della Banca Europea degli Investimenti, ossia la Bei. Questo istituto ha dato nuova linfa al nostro sistema produttivo e per capirlo basta guardare qualche numero. Nel 2011, infatti, sono stati erogati ben 9 miliardi come finanziamento e si tratta di un vero e proprio record. Il nostro Paese si è confermato, in questo modo, il primo beneficiario dei prestiti della Banca. Questo come ben sappiamo è un periodo di grossa difficoltà per le imprese e le famiglie si rifugiano sempre più in beni rifugio come l’oro approfittando del prezzo oro sempre in costante ascesa nei periodi di grossa crisi. Quest’ultima venne formata nel 1958 e da quel momento ha stanziato per il nostro Paese ben 150 miliardi di euro. Tutti questi dati sono contenuti nel rapporto sulle attività della Bei nel 2011 che è stato presentato a Roma alla presenza del presidente Bei, Werner Hoyer, e Giorgio Napolitano.
Moody’s cala la scure su 114 banche Europee, 24 sono Italiane

Nuovo colpo all’economia Europea (con lo spread btp-bund in forte rialzo) assestato da Moody’s che, nella giornata di ieri, ha declassato ben 114 banche europee di cui 24 del nostro paese (21 spagnole, 10 francese, 9 inglesi, 8 austriache, 8 danesi, 7 tedesche, 5 svedesi, 4 slovene, 2 svizzere, 1 per Belgio, Lussemburgo, Norvegia, Svezia).
A farne le spese sono Banca Carige, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi Banca, Unipol Banca, Banca Sella, Monte dei Paschi di Siena,BNL, Banca della Marca Credito Cooperativo, Banca delle Marche, Banca Monastler e del Sile, Banca Poolare Alto Adige, Banca popolare di Cividale, Banca popolare di Marostica, Banca popolare di Spoleto, Banca Tercas, Banco Popolare, Cassa di Risparmio di Bolzano, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Iccrea Bancaimpresa, Cassa Depositi e Prestiti.
Ma se l’Italia piange anche nelle altre nazioni non si ride: a farne le spese sono praticamente tutti i colossi europei. Il downgrade è toccato infatti a giganti quali Barclays, BNP Paribas, Commerzbank, Credit Agricole, Deutsche Bank, HSBC, Ing group, Royal bank of Scotland, Santander, Société Générale.
Ma non finisce qui: Moody’s ha declassato anche parecchi enti e aziende statali e nazionali, prime tra tutte la Regione Lombardia (A1), Città di Milano (A2), Provincia di Milano (A2),Firenze (BAA1), provincia di Firenze (A3),Regione Toscana (A3), provincia di Torino (A2), Regione Umbria (A3), Regione Veneto (A3), Venezia (A3) nonché le Poste Italiane (A3), ENI (A2), Unipol (A2), Generali (Aa3).
Moody’s ha comunicato di aver apportato questi tagli sulla scia di quanto effettuato ad inizio settimana per il nostro debito sovrano, passato ad A3 dal precedente A2.
Il mercato azionario e obbligazionario, per quanto sia stato sterile alla comunicazione del declassamento dell’Italia di Lunedi, sembra aver mal digerito questo nuovo taglio con il differenziale tra btp e bund nuovamente in salita (sopra i 400 punti).
Anche l’Euro si è dimostrato debole, con il cambio con il dollaro intorno a 1,30. In calo anche tutte le principali piazze europee soprattutto per i timori del default della Grecia sempre più vicino (soprattutto con le voci del possibile rinvio della prossima tranche di aiuti europei ad Aprile, dopo le elezioni elleniche).
Italia e svizzera banche a confronto

Da sempre si sente parlare che la Svizzera sia meglio dell’Italia. Ma vediamo il confronto un po’ di più nel particolare.
Partiamo dal presupposto che gli stipendi in Svizzera e la pressione fiscale sono molto differenti dall’Italia.
I cittadini italiani spesso vorrebbero aprire un attività in Svizzera proprio perché le tasse sono molto minori rispetto a quelle italiane, oltre al fatto che ci sono molti aiuti per i primi anni.
I licenziamenti in Svizzera posso avvenire per motivi economici per qualunque tipo di azienda, basta avvertire il lavoratore in tempi ragionevoli.
Inoltre le amministrazioni pubbliche pagano i loro fornitori con un massimo di trenta giorni, e non come la media europea, che è ben di 180 giorni.
Un altro vantaggio per andare a lavorare in svizzera e sicuramente il fattore stipendio. Infatti basta metter a confronto lo stipendio di un magazziniere italiano (1.100 euro) con un pari livello svizzero (2.200 euro)
Perché molti cittadini aprono il conto bancario in Svizzera? Questo è da sempre un dibattito che è stato affrontato più volte con vari commenti.
La risposta è semplice la Svizzera ha le infrastrutture nettamente migliori ed ha un sistema bancario molto diverso.
Per altri confronti puoi visitare il sito Confronto24
