San Raffaele: arrivano aiuti economici dal Vaticano

I debiti del San Raffaele sono molti, e ammontano a circa 900 milioni di euro. Oggi si è appreso che il noto nosocomio milanese verrà salvato proprio dal Vaticano, e, nello specifico dal Bambin Gesù, famoso ospedale pediatrico romano . La scelta di salvare il San Raffaele è stata conseguente ad una riunione, durata molte ore, del consiglio di amministrazione . Non ci sono state speranze, invece, per la cordata capeggiata da Giuseppe Rotelli, figura di spicco del polo ospedaliero di San Donato. Gli aiuti provenienti dal Vaticano non erano, poi, così scontati.
Secondo voci indiscrete, infatti, Rotelli avrebbe proposto lo stanziamento di 250 milioni di euro a favore del San Raffaele,che avrebbe avuto, invece, bisogno di ‘ soli ’200 milioni di euro per evitare il collasso finanziario. Si è venuto a sapere, poi, che Rotelli avrebbe proposto la costituzione di una newco al fine di rilevare il gruppo, dichiarandosi anche disposto a far entrare in tale nuova società anche altri investitori che avrebbero gradito farvi parte, tanto che lui stesso si sarebbe sacrificato sotto il 51 per cento. In tal caso, però, il patron del San Raffaele, Don Verzé avrebbe perso il suo ruolo di guida dell’istituto. Proprio per questo, il tentativo di salvataggio non è riuscito.
Ora, invece, Unicredit e San Paolo, che rappresentano le banche creditrici del San Raffaele , hanno scelto l’appoggio offerto dalla Santa Sede, e, proprio in extremis, è stato approvato il piano di sostegno del Vaticano che contempla anche la possibile partecipazione di una charity internazionale, grazie anche ad una maxi-donazione all’università Vita-Salute San Raffaele.
Wall Street: debutta la matricola Pandoria Media

Ottimo debutto per la matricola Pandora Media. La radio on-line registra una crescita del 50% a 23 dollari nei primi minuti di contrattazioni. Secondo i dati raccolti dalle agenzie di stampa Pandora ha venduto 14,7 mln di azioni a 16 dollari per azione (al di sopra della forchetta di prezzo 10-12 dollari) per un ammontare raccolto nell’IPO pari a 234,9 mln di dollari (valutazione della societa’ pari a 2,56 mld di dollari).Pandora è il più recente arrivo in borsa tra le società web che hanno riportato a Wall Street il clima delle Ipo di fine anni Novanta.
Pandora è stata più volte criticata con l’accusa di violare la privacy tanto che il governo americano avrebbe indetto delle indagini per verificare la liceità dell’operato.
Pandora offre servizi di streaming musicale e conta quasi 100 milioni di utenti iscritti, solo negli Stati Uniti sono 94 milioni di utenti registrati.
I suo introiti derivano dalla pubblicità e dagli abbonamenti. La forza risiede nell’ “algoritmo genetico”, ovvero, una formula matematica in grado di riconoscere le affinità tra i brani musicali in modo da consigliare gli ascoltatori e guidarli alla scoperta di nuove tracce sonore. Secondo i documenti presentati alla Sec, da febbraio ad aprile Pandora ha raggiunto un fatturato di 119 milioni di dollari, ha quindi più che raddoppiato gli introiti rispetto ai 50 milioni di dollari registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.
Sulla tenuta della quota di mercato conquistata da Pandora gravano però alcune incognite, il gruppo, infatti, sarà costretto a subire le forti pressioni di Amazon, Apple e Google che stanno già mettendo a punto i loro modelli di business per offrire musica sul web.
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Albania partner importante delle imprese lombarde

Due anni fa la missione in Albania del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Nel capoluogo lombardo, la prima edizione del forum economico italo-albanese. È stato lo stesso Formigoni a dare avvio ai lavori, alla sede della Camera di Commercio di Milano, insieme al primo ministro albanese Sali Berisha e a tante altre autorità, tra cui il vice ministro albanese dell’Economia Eno Bozdo, l’ambasciatore albanese in Italia Llesh Kola e l’ambasciatore italiano a Tirana Saba D’Elia.
INTERNAZIONALIZZAZIONE CAPOSALDO DELLA REGIONE – Si stringono ulteriormente, dunque, i rapporti tra l’Italia e l’Albania grazie alla Lombardia: 85 gli imprenditori albanesi presenti oggi all’appuntamento milanese, 550 quelli lombardi. Per loro una giornata fitta di incontri di lavoro calendarizzati da Promos e molto attesi dalla Repubblica albanese, che ha nell’Italia il primo partner commerciale.
“Tessere la rete di relazioni internazionali – ha detto Formigoni all’apertura del Forum lombardo – è per noi ragione di vita e di progresso. Sono i nostri cittadini ad avere, nel loro dna, la vocazione a stabilire e sviluppare relazioni internazionali. Regione Lombardia ha accompagnato e sostenuto questa vocazione all’internazionalizzazione, convinti, come siamo, che in un mondo sempre più globalizzato occorre avere una fittissima rete di relazioni con amici, popoli, imprenditori, sistemi economici e culturali”.
LOMBARDIA PORTA D’INGRESSO DELLE RELAZIONI – La Lombardia – rimarca Formigoni al primo ministro Berisha, ex presidente della sua nazione – ha una vocazione internazionale indiscussa, confermata dal primato in Italia delle importazioni e delle esportazioni: “La nostra regione è la porta di ingresso e di uscita del Paese per le merci, con il 32 per cento dell’import nazionale e il 29 per cento dell’export nazionale. La Lombardia è anche la destinazione principale dei capitali esteri diretti nel nostro Paese: oltre il 60 per cento degli investimenti in entrata fa rotta qui. Vogliamo continuare a costruire una rete di relazioni e di rapporti istituzionali con le nazioni e le regioni amiche, per creare le condizioni, affinché sempre più investitori stranieri vengano a lavorare e a creare lavoro in Lombardia”.
ALBANIA PARTNER IMPORTANTE – All’interno di questo quadro di relazioni internazionali si colloca il rapporto tra la Lombardia e l’Albania, “interlocutore – ricorda Formigoni – importante”. In primo luogo la comunità albanese presente in Lombardia non solo costituisce una delle comunità straniere più numerose (la terza in termini assoluti), ma “è la prima per componente studentesca e universitaria, il che significa che la presenza albanese in Lombardia è di qualità”. In secondo luogo l’interscambio commerciale “non ha conosciuto flessioni neppure nel periodo di congiuntura economica negativa”.
Questi due aspetti sono stati corroborati negli anni recenti da numerose occasioni per rafforzare i rapporti istituzionali: tra le altre, oltre alla missione del 2008, Formigoni cita l’incontro con la presidente del Parlamento albanese Josefina Topalli, avvenuto lo scorso dicembre a Palazzo Pirelli. Regione Lombardia ha, infine, “promosso e finanziato 17 progetti di cooperazione allo sviluppo in Albania dal 2001 al 2010, che si sono realizzati con soddisfazione di entrambe le parti”.
PER UN FORUM PERMANENTE – Alle parole del premier Berisha, che dichiara di essere intenzionato a fare “il politico del mercato” e che elogia la Lombardia “come una delle regioni più sviluppate del mondo”, Formigoni risponde augurandosi che “il Forum italo-albanese diventi permanente, dal momento che i rapporti e gli scambi commerciali si rafforzano dalla frequentazione reciproca delle persone e delle imprese. Noi vogliamo facilitare i contatti tra imprenditori e individuare sempre meglio i settori più adeguati per lo scambio di buone prassi tra l’Italia e l’Albania”.
Il presidente della Regione cita, ad esempio, il tema dello sviluppo sostenibile e, in particolare, il settore delle energie alternative: “Anche in questo ambito le aziende lombarde sono pronte a collaborare”.
SOSTEGNO ALL’INGRESSO UE – Non è solo di business che Formigoni parla al Forum. Al centro del suo intervento anche il sostegno al percorso europeo dell’Albania. “Sottoscrivo positivamente – dichiara – la decisione recente di Bruxelles di liberalizzare i visti, vero e proprio messaggio di incoraggiamento e stimolo al Governo e all’opinione pubblica albanesi, che possono ora guardare all’Europa con crescente fiducia e con speranza. Noi popoli europei dobbiamo lavorare con il Governo e le istituzioni dell’Albania, perché all’intera area balcanica occidentale sia offerta una prospettiva di sviluppo, che porti alla futura adesione alla casa comune europea, cui questi Paesi naturalmente appartengono. Anche su questo versante il Forum economico di oggi a Milano rappresenta una tappa ambiziosa”.
