Candidature alla presidenza ABI

Dichiarazione del Presidente dell’ABI, Corrado Faissola
Avevo accettato di dare la mia disponibilità per la Presidenza dell’ABI, accogliendo in tal senso la
richiesta formulata dai rappresentanti delle banche popolari e da numerosi altri colleghi,
riservandomi di prendere una decisione definitiva al verificarsi di una precisa condizione: il
raggiungimento di una soluzione unitaria o comunque largamente condivisa. Ho infatti svolto la
funzione di Presidente nel trascorso quadriennio con l’obiettivo prioritario di garantire il massimo
di unità e coesione fra le diverse componenti del sistema, in un difficile periodo in cui le spinte
esterne a “dividere” sono state molto forti.
Valutata la situazione che si è venuta a creare, intendo dare il mio contributo al raggiungimento
della più larga convergenza: ritengo quindi mio dovere istituzionale non confermare la mia
iniziale disponibilità.
Sono fiducioso che questa mia decisione porti ad una rapida definizione di una candidatura che
raccolga il massimo dei consensi.
E’ questo il contenuto della lettera inviata oggi dal Presidente dell’ABI, Corrado Faissola, al
coordinatore dei saggi per la nomina del Presidente dell’ABI, Alessandro Azzi.
Banca e Formazione: nasce la Scuola di alta formazione per amministratori di fondi pensione

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ABI: nasce la Scuola di alta formazione per amministratori di fondi pensione
Accordo tra ABI e “Universitas Mercatorum”. Entro novembre il via operativo ai corsi tra Roma e Milano: 165
ore complessive nell’arco di 6 mesi. Obiettivo: rafforzare ulteriormente i livelli di professionalità ed efficienza degli
operatori nel settore della previdenza complementare
Figure professionali del settore finanziario e produttivo sempre più qualificate per svolgere
funzioni di amministrazione, direzione, controllo, responsabilità del fondo e rappresentanza degli
iscritti negli organismi di sorveglianza presso le forme pensionistiche complementari. A questo
mira l’Accordo per la Scuola di alta formazione per gestori di fondi pensione, siglato a Roma
negli scorsi giorni tra ABI, “Universitas Mercatorum”. Entro novembre 2009 è previsto il via
operativo.
L’iniziativa – fortemente voluta da ABI, in considerazione del rilievo generale del tema della
previdenza complementare e della diffusa presenza dei fondi pensione presso le aziende del
settore – si avvale, a livello istituzionale, della qualificata presenza dell’università telematica
“Universitas Mercatorum” e di ABIFormazione quale struttura di riferimento per le relative
attività nel settore e intende mettere a disposizione dell’utenza (in primo luogo le Banche) uno
strumento di formazione professionalizzante per “gestori” di fondi pensione, anche al fine del
rilascio della specifica abilitazione richiesta dalla normativa di riferimento.
Della massima importanza il fatto che la partecipazione è finanziabile dal Fondo Banche
Assicurazioni (Fondo per la formazione continua dei dipendenti del settore finanziario) che, a tal
fine, è già impegnato nella promozione di attività formative per conseguire i requisiti di
professionalità.
La Scuola, con sedi operative principali a Roma e Milano, ha un ampio target di destinatari in
relazione alle diverse figure e ruoli svolti nel campo della previdenza complementare (componenti
degli organi di amministrazione e controllo e degli organi di sorveglianza dei Fondi pensione,
Direttore e Responsabile del Fondo, ecc.): l’iniziativa è anche rivolta ai soggetti comunque
coinvolti nell’amministrazione dei Fondi di previdenza (Fip) e agli specializzandi nelle materie
attinenti alla previdenza complementare.
Il Corso, strutturato su un monte ore complessivo di 165 ore entro un arco temporale di 6 mesi, è
affidato ad un corpo-docente selezionato in funzione del livello di eccellenza professionale nella
materia, prevedendo l’intervento di professori universitari, esperti e rappresentanti ABI, gestori di
fondi pensione del settore creditizio finanziario, funzionari delle Pubbliche amministrazioni
interessate, nonché esponenti del mondo sindacale.
Nei prossimi giorni verranno pubblicizzati modalità organizzative e contenuti dell’iniziativa,
nonché criteri e procedure per l’adesione.
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Il Corso si articola in 5 moduli formativi, oltre ad un modulo introduttivo a carattere
propedeutico e a uno finale relativo alla verifica dei livelli di competenza raggiunti, ai fini
dell’attestazione. I moduli riguarderanno: aspetti giuridici della previdenza complementare; profili
economici della previdenza complementare; aspetti attuariali e finanziari della previdenza
complementare; fiscalità della previdenza complementare; aspetti organizzativi nella previdenza
complementare.
L’ABI nella convinzione che l’iniziativa colga appieno concrete e segnalate esigenze operative
delle Banche, auspica che la Scuola di formazione registri un’ampia adesione quale strumento di
specifica crescita professionale a disposizione del settore.
Banca e costi: prezzi, Faissola “il conto corrente in Italia costa circa 100 euro l’anno”

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Banca e costi. Banche: prezzi, Faissola “il conto corrente in Italia costa circa 100 euro l’anno”
In costante discesa il costo del servizio, -27% in cinque anni. Per l’ABI le cifre presentate a Bruxelles sono basate
su metodologie che non fotografano la realtà italiana.
“Il prezzo del conto corrente in Italia è di circa 100 euro, ben inferiore rispetto a quello diffuso
oggi a Bruxelles”. Così il Presidente dell’ABI, Corrado Faissola, respinge le valutazioni dalla
Commissaria Meglena Kuneva. “ Non solo il costo di questo servizio è già inferiore ai 10 euro al
mese, ma negli ultimi cinque anni ha visto anche una riduzione media di oltre il 27%”.
In base ai dati facilmente confrontabili da chiunque nel motore web “Conti Correnti a
Confronto” (uno dei più grandi database in Europa contenente oltre 750 diversi conti correnti
con i rispettivi indicatori sintetici di costo) il costo del conto corrente italiano è, in media, di 107
euro, un dato in linea con quello calcolato dalla Banca d’Italia. E’ inoltre in crescita il numero dei
prodotti il cui costo annuale è inferiore a 100 euro.
“Le dichiarazioni riportate oggi a Bruxelles – ha aggiunto il Presidente dell’ABI – fanno
riferimento a modalità di confronto e a cifre errate, perché calcolate includendo servizi, come
quelli di finanziamento che esulano dal conto e commissioni ormai superate. Il mercato è inoltre
dominato dai conti a pacchetto, generalmente basati su un numero illimitato di operazioni. In
Italia le banche sono convenienti e trasparenti”.
In questi anni, le banche italiane si sono impegnate sul fronte della trasparenza e della chiarezza
adottando prezzi più chiari, contratti e condizioni più semplici, estratti conto facili da leggere,
consulenza pre e post vendita sui prodotti finanziari, trasferimento automatico delle bollette e dei
mutui per chi vuole cambiare banca ed eliminazione di ogni altro eventuale ostacolo alla mobilità
dei clienti. Queste procedure di mobilità sono considerate dalla stessa Commissione
all’avanguardia in Europa. È operativo in Italia un sistema di confronto basato su profili di
consumo standard, condivisi con le Autorità di regolamentazione.
Via: www.abi.it
Banche: ai call center 53 milioni di telefonate

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Banche: ABI, ai call center 53 milioni di telefonate
per operazioni, servizi e assistenza
Quasi il 50% in più rispetto al 2007. 40 secondi è il tempo medio di attesa e in oltre l’85% dei casi la risposta
conclusiva avviene nella stessa telefonata. Per venire incontro anche ai clienti stranieri due call center su tre sono
poliglotti. La fotografia nel quinto Rapporto di ABI Lab e dell’Ufficio Marketing e Customer Satisfaction ABI.
Più telefono e cellulare e meno sportello tradizionale. Per gli italiani, dialogare con la propria
banca, fare un bonifico, ricaricare il cellulare, negoziare titoli, ottenere un preventivo per
assicurare l’auto o avere un finanziamento, diventa sempre più facile, comodo e veloce, anche
grazie ai call center bancari. Nel 2008 sono state oltre 53 milioni le chiamate arrivate ai call center,
47% in più rispetto ai 34 milioni del 2007. Di queste, quasi la metà proviene da cellulari (46%):
per coniugare comodità ed economicità del servizio, infatti, l’80% delle banche ha reso accessibile
il numero verde anche dal telefonino e dunque completamente gratuite le chiamate. È quanto
emerge dal quinto Rapporto sui call center bancari condotto da ABI Lab e dall’Ufficio Marketing e
Customer Satisfaction dell’ABI su un campione di 25 call center che servono 84 banche, pari al
75% del settore in termini di totale attivo e dipendenti.
Operazioni e servizi
Nel 2008 ogni call center bancario ha reso disponibile l’accesso in media a 27 servizi diversi: dai
più semplici, come la richiesta di informazioni su saldo e movimenti di conto corrente, ai più
complessi come il pagamento delle tasse col modello F24 o la compravendita di azioni. In
particolare, su 53 milioni di chiamate arrivate ai numeri verdi delle banche, in 17,5 milioni di casi i
clienti hanno scelto di parlare con l’operatore (+38% rispetto al 2007), mentre 35,5 milioni di
telefonate si sono risolte grazie al supporto del risponditore automatico (+53%). A queste si
aggiungono circa 7,2 milioni di chiamate fatte dalle banche per conoscere il livello di
soddisfazione dei clienti e poter così migliorare i propri prodotti e servizi, per informare la
clientela sulle nuove opportunità disponibili e fornire informazioni e consigli pratici per il
migliore utilizzo del canale telefonico (+50%).
Call center “anti-crisi”
Complessivamente oltre 5 milioni di chiamate, pari al 10% del totale, hanno riguardato le
opportunità e le novità introdotte dalla normativa e dalle banche per permettere ai clienti di
difendersi dalla crisi economica. In particolare, le telefonate si sono concentrate sulle richieste di
informazioni sui mutui, con l’accordo ABI-MEF, il tetto del 4%, la surroga e la rinegoziazione, la
crisi di liquidità, le obbligazioni Lehman, ma anche la direttiva MiFID e così via.
Per dare un supporto ancora migliore ai clienti e assicurare agli operatori una preparazione
adeguata a rispondere alle diverse esigenze, inoltre, sono stati attivati corsi di formazione
aggiuntivi e continui aggiornamenti sulle diverse tematiche. È stato inoltre intensificato anche
l’uso dei sistemi che permettono di fissare un successivo appuntamento in filiale, per consentire ai
clienti di analizzare in modo ancora più approfondito le diverse possibilità legate alla propria
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posizione specifica. Infine sono state rafforzate le strutture di contatto con la clientela,
affiancando agli operatori altri dipendenti della banca in grado di fornire un’assistenza ancora più
qualificata su temi specifici.
Spiegazioni, informazioni, indicazioni operative precise per usufruire di prodotti e convenzioni,
suggerimenti per utilizzare al meglio i servizi bancari: nel 2008 il canale telefonico ha fornito al
mercato e ai clienti delle banche un importante contributo di chiarezza, trasparenza, flessibilità e
vicinanza, integrandosi spesso con la rete degli sportelli tradizionali e con il sito internet della
banca e avvalendosi anche del supporto di strumenti come gli sms per comunicare in tempo reale
e in modo ancora più personalizzato con i clienti.
Assistenza e lingue straniere
Per venire incontro anche alle esigenze dei clienti stranieri, il 91% dei call center bancari è
poliglotta, grazie ad operatori che sono in grado di assistere i clienti e fornire informazioni e servizi
anche in lingue diverse dall’italiano e che rappresentano il 36% del totale degli addetti dei call
center bancari. In particolare, secondo i dati dell’Osservatorio, presso ogni sportello telefonico che
prevede questo servizio, si parlano in media 2,6 lingue straniere: inglese, francese, tedesco e
spagnolo, ma anche rumeno, arabo e russo. Se l’inglese si conferma, anche per il 2008, la seconda
“lingua ufficiale” dei call center (100%) – seguita da francese (70%), spagnolo (50%) e tedesco
(40%) – rispetto al 2007 restano invariati i call center che parlano anche l’arabo (15%) e il rumeno
(10%), mentre si riscontra per la prima volta la presenza di operatori in grado di erogare il
servizio in russo (5%).
Tempi, risposte e professionalità
Tra i vantaggi delle operazioni via telefono, oltre la comodità, c’è anche la velocità. Dal rapporto,
infatti, emerge che i clienti aspettano in media 42 secondi per parlare con un operatore, ma il 70%
delle chiamate ottiene una risposta già entro i primi 20 secondi di telefonata. Considerando anche
i prodotti più complessi e le richieste più articolate, sono sufficienti in media tre minuti e mezzo
per fornire al cliente il servizio o l’informazione desiderata. Grazie all’efficienza degli operatori e
delle procedure messe a punto dalle banche, inoltre, nell’85% dei casi il cliente ottiene una
risposta conclusiva nell’arco della stessa telefonata. Del resto, proprio la formazione degli
operatori, che nel 2008 sono aumentati del 14%, è la base su cui poggia il buon funzionamento
dei call center. Prima di rispondere al telefono, ciascun dipendente acquisisce competenze e
conoscenze attraverso un percorso di apprendimento che comprende circa 152 ore di lezione in
aula. Ogni anno, inoltre, gli operatori ricevono 71 ore di formazione, corsi di aggiornamento e di
approfondimento su argomenti più specifici.
Roma, Palazzo Altieri, 27 agosto 2009
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