Anche Elkann lascia Confindustria

Si è dimesso da vicepresidente di Confindustria John Elkann e lo ha fatto con una lettera alla Marcegaglia. Dopo Marchionne ecco un altro nome illustre che abbandona la nave. Elkann guidava il Comitato per lo Sviluppo nei Grandi Paesi Emergenti. Già il 2 ottobre, in una telefonata alla Marcegaglia, Elkann aveva anticipato quello che poi si è verificato, ossia l’uscita del Gruppo Fiat e quindi anche lui avrebbe dimissionato.
La lettera di dimissioni di Elkann è arrivata tre giorni dopo quella di Marchionne, ma ne è stata data notizia solo ieri. Il Presidente Fiat ha spiegato la decisione specificando che, sebbene in un primo momento avesse deciso di portare a termine tutti gli impegni sino al 1 gennaio 2012, ha poi ritenuto opportuno lasciare prima, per stima e rispetto e per compiere un atto di ulteriore chiarezza circa le sue posizioni.
In Confindustria non c’è stato nessuno stupore circa le dimissioni di Elkann, avvenute con tre mesi d’anticipo rispetto a quando il gruppo uscirà effettivamente dall’associazione. Elkann ha scritto alla Marcegaglia che comunque è pronto a lavorare per il futuro dell’industria italiana.
Bene il primo semestre 2011 per Benetton

Il Gruppo Benetton ha chiuso positivamente il primo semestre dell’anno 2011, con una crescita dei ricavi pari all’1,7%, mentre l’utile netto scende a 30 milioni di euro, quando lo scorso anno era di 40 milioni di euro. In calo anche il margine lordo industriale che scende di 22 milioni di euro e si attesta a 403 milioni.
Tuttavia, come spiegano dalla società, il calo è spiegabile con l’aumento dei prezzi dei materiali utilizzati e in particolare di lana e cotone, e la cosa ha influito non poco sul costo del prodotto per la stagione autunno inverno appena conclusasi. Il risultato operativo è di 58 milioni, in calo, quindi, rispetto allo stesso periodo del 2010, e scende anche l’incidenza sui ricavi che passa dal 7,1% al 6,4%.
Benetton Group ha fatto sapere che ”continuera’ a mantenere un forte orientamento al contenimento dei costi generali e, in presenza di oneri non ricorrenti in un ammontare inferiore a quello dello scorso anno, si attende comunque una marginalita’ operativa in riduzione rispetto ai livelli del 2010”.
Aumenta il numero di Partite IVA aperte

L’Osservatorio del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia fa sapere che il numero delle Partite Iva aperte durante il mese di agosto è cresciuto del 3,4% su base annua. Tradotto in cifre, si parla di 18.055 Partite Iva in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Tuttavia, se guardato in confronto ai risultati di luglio di quest’anno, il dato fa segnare una contrazione pari al 52,97%.
Naturalmente, gli osservatori del Dipartimento delle Finanze hanno fatto notare che la sensibile flessione è dovuta anche al fatto che nel mese di agosto di solito le attività lavorative sono quasi tutte ferme per ferie e questo potrebbe giustificare il fatto. A crescere è il numero di giovani che aprono una partita Iva: tra questi ultimi le più attive sono sicuramente le donne.
La Valtur chiede l’Amministrazione straordinaria

La Valtur, della famiglia Patti, è uno dei tour operator più noti e apprezzati nel nostro Paese. Nonostante tutto, però, ha depositato l’istanza per l’ammissione alla legge Marzano per l’amministrazione straordinaria.
La Valtur ha tutti i requisiti per accedervi: ha più di 500 dipendenti (3 mila per la precisione) e debiti non inferiori a 300 milioni. Al fine di ripagare i debiti del tour operator è prevista la dismissione di immobili “non core” e dei villaggi che possono essere dati in locazione e questo farà rientrare circa 110 milioni di euro. Inoltre, è previsto un aumento del capitale tra i 30 ei 50 milioni di euro. L’indebitamento della Valtur si aggira intorno ai 303,6 milioni di euro così suddivisi: 62 milioni sono i debiti con le banche, 85 quelli con i fornitori e 96 quelli con Erario e Istituti di Previdenza. Dalla Valtur rendono noto che, nonostante la richiesta di amministrazione straordinaria, le normali attività stanno procedendo.
