San Raffaele: arrivano aiuti economici dal Vaticano

July 1, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: aziende 

I debiti del San Raffaele sono molti, e ammontano a circa 900 milioni di euro. Oggi si è appreso che il noto nosocomio milanese verrà salvato proprio dal Vaticano, e, nello specifico dal Bambin Gesù, famoso ospedale pediatrico romano . La scelta di salvare il San Raffaele è stata conseguente ad una riunione, durata molte ore, del consiglio di amministrazione . Non ci sono state speranze, invece, per la cordata capeggiata da Giuseppe Rotelli, figura di spicco del polo ospedaliero di San Donato. Gli aiuti provenienti dal Vaticano non erano, poi, così scontati.

Secondo voci indiscrete, infatti, Rotelli avrebbe proposto lo stanziamento di 250 milioni di euro a favore del San Raffaele,che avrebbe avuto, invece, bisogno di ‘ soli ’200 milioni di euro per evitare il collasso finanziario. Si è venuto a sapere, poi, che Rotelli avrebbe proposto la costituzione di una newco al fine di rilevare il gruppo, dichiarandosi anche disposto a far entrare in tale nuova società anche altri investitori che avrebbero gradito farvi parte, tanto che lui stesso si sarebbe sacrificato sotto il 51 per cento. In tal caso, però, il patron del San Raffaele, Don Verzé avrebbe perso il suo ruolo di guida dell’istituto. Proprio per questo, il tentativo di salvataggio non è riuscito.

Ora, invece, Unicredit e San Paolo, che rappresentano le banche creditrici del San Raffaele , hanno scelto l’appoggio offerto dalla Santa Sede, e, proprio in extremis, è stato approvato il piano di sostegno del Vaticano che contempla anche la possibile partecipazione di una charity internazionale, grazie anche ad una maxi-donazione all’università Vita-Salute San Raffaele.

Financial Times sulle banche italiane : la stabilità italiana è a rischio

July 1, 2011 by admin · Leave a Comment
Filed under: banche 

Il Financial Times ha dedicato una Lex Column alle banche italiane, nella quale ha sottolineato che il maggior rischio alla stabilità finanziaria dell’Italia è proprio la precarietà del suo settore finanziario. Le banche italiane, secondo il quotidiano della City, vacillano non solo per la debolezza dell’economia, ma anche per propri difetti strutturali. Le banche sono realmente sottoposte alla minaccia del debito sovrano, infatti i primi sei istituti nazionali posseggono ben 200 miliardi, all’ incirca il 13%, del debito italiano in circolazione. Tuttavia va considerata anche la percepita assenza di capitale . La maggior parte delle banche, eccetto Unicredit e Intesa Sanpaolo, hanno una bassa capitalizzazione, e, sempre secondo il Financial Times, il problema più grande è il loro modello di crescita a lungo termine. In Italia ci sono troppe banche di medie dimensioni che non hanno prospettive di crescita. Solo un governo dinamico in tema di riforme potrebbe risolvere tutte queste problematiche a carattere economico, ma ciò appare molto lontano, e perciò gli investitori dovrebbero auspicare nuovi aumenti di capitale sotto il livello degli istituti di credito di dimensioni maggiori. Purtroppo l’Italia ha un’economia che non cresce e le problematiche settoriali potrebbero velocizzare il processo.

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